Salsedine, dal mare al piatto.

Salsedine, dal mare al piatto.

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Salsedine, dal mare al piatto.  

 

Nel periodo dell’anno in cui c’è maggior richiesta di pesce fresco e di qualità arriva una nuova apertura. Dove? Nel quartiere di Prati, ovviamente. Inizio a pensare che sia il centro del nostro mondo! Torniamo alla nostra apertura, Salsedine. Scelta non casuale dello chef Emanuele Paolini, poichè in via Duilio 8/10, trent’anni fa sorgeva la pescheria del papà dello chef e, dopo varie vicissitudini, ora è tornato nelle mani della famiglia Paoloni.

Emanuele, chef di Aqualunae Bistrot, inaugura la prima pescheria gastronomica con laboratorio ittico dedicato al meglio dei nostri mari. Un tripudio di proposte ittiche da acquistare fresche, pronte da gustare, da ultimare a casa e da arricchire con i tanti prodotti della ‘cambusa’. Disponibile anche il servizio delivery e take away, un’ottima soluzione in cucina per le feste natalizie.

Salsedine nasce dalla voglia di far conoscere e apprezzare a tutti le bontà del pesce, di riportare in auge l’attività di famiglia e di celebrare una materia prima essenziale della cucina italiana. Paoloni vive da sempre nel quartiere Prati –  è qui infatti che è cresciuto e ha aperto tre anni fa il suo primo ristorante, Aqualunae Bistrot, un punto di riferimento per chi vuole godere di una cucina in continua sperimentazione ed evoluzione.

Il locale

Il nuovo locale non è solo una pescheria, come spiega lo chef: “Salsedine è un luogo dinamico, un laboratorio di sperimentazione, una fucina di nuove idee che ruotano intorno al pesce. Alla base della mia idea di cucina, da sempre, c’è la combinazione di sapori e tecniche di preparazione. Con questo laboratorio posso assecondare la mia creatività, mi posso ‘divertire’ dando vita a proposte continuamente nuove”. Mentre Aqualunae Bistrot è l’espressione della filosofia in cucina di Paoloni, il frutto di tanti anni di studio ed esperienza, Salsedine porta a galla il lato più pop e scanzonato della cucina di Paoloni che si diverte a realizzare tante preparazioni a seconda di ciò che il mare regala.

Il moderno locale, dalle linee essenziali e sulle nuance del mare, è di circa 40 mq – di cui 10 mq dedicati solo al laboratorio a vista –  e include uno spazio per il banco a vista del fresco, una zona per la gastronomia e una parete per la ‘cambusa’ rivestita in legno, cioè per tutti i prodotti alta qualità che possono essere comprati per arricchire e terminare in cucina le specialità di pesce. 

 

 

Dal Mare direttamente nel piatto

Da Salsedine ci si può immergere in un mare di proposte che cambiano, non solo stagionalmente, ma quotidianamente a seconda dell’estro dello chef. Salsedine è Pescheria, qui si può fare la spesa ittica, il pesce fresco arriva da una barca che pesca in esclusiva a Porto Santo Stefano e dall’asta di San Benedetto del Tronto, appena sarà possibile, anche da Taranto, da Carloforte e da Mazara del Vallo. Lo chef, ogni notte tra lunedì e martedì e tra giovedì e venerdì, partecipa alle aste e seleziona il meglio del pesce da portare sui banchi di Salsedine. 

Frutti di mare, molluschi, crostacei, pesci poveri, sono tante le proposte in bella vista da acquistare in base alla stagione e alla disponibilità dei mari. Il personale di Salsedine è sempre a disposizione dei clienti per offrire consigli utili e provvedere al servizio di pulizia e sfilettatura del pesce.

La Gastronomia

Salsedine è anche Gastronomia grazie alle succulenti preparazioni provenienti dal laboratorio dove giornalmente vengono lavorati i prodotti freschi pronti da gustare come il Baccalà mantecato e i Moscardini affogati, solo per citarne qualcuno, o pronti da cuocere a casa come le Polpette di pesce, i Supplì di gamberi, i Calamari alla carbonara, gli Spiedoni e gli Involtini di tonno. Davvero utile la possibilità di scegliere un pesce dal banco e chiedere una cottura espressa a seconda delle esigenze di ogni cliente.

Un luogo ideale per una stuzzicante in pausa pranzo da portar via, grazie ai Panini fatti in casa ripieni con specialità marinare come ad esempio Dartagnan, un panino imbottito con pesce spada, stracchino, scarola, uvetta e pinoli e Venezia con baccalà mantecato, rucola e aceto balsamico. Non mancano le Insalate, da provare quella con Pesce spada, guanciale, croccante, iceberg, crostini, pomodorini semi-dry e salsa cesar come anche quella con Sgombro, stracciatella, pesto di pistacchi, songino e rucola. Il pesce è protagonista anche nei Poké, un piatto tipico della tradizione hawaiana a base di riso, che da Salsedine è disponibile in varie versioni tra cui quella con Riso nero, avocado, gambero, crispy bacon e mayo al wisky e Riso rosso, pesto di rucola, sgombro e pomodorini confit. Uno spazio importante è riservato a Tartare e Carpacci come la Spigola, zucchine alla scapece e maionese al pepe nero affumicato e la Ricciola, battuto di pomodorini, pesto di rucola e semi misti.

Fornitissima la Cambusa di Salsedine, un’ampia offerta di prodotti da acquistare e abbinare alla spesa di pesce: pasta di Campofilone, pasta Felicetti, olio extravergine Gaudenzi, pomodori di Corbara, prodotti al tartufo, selezione di vini e tanto altro ancora. L’offerta di Salsedine approda At home grazie al servizio take away e delivery, disponibile a Prati e nei quartieri limitrofi dal martedì al sabato fino alle ore 18.00.

Inoltre, con l’avvicinarsi del periodo natalizio nel nuovo locale di Emanuele Paoloni sarà possibile ordinare il pesce fresco oppure richiedere i preparati realizzati appositamente per le giornate di festa e assaporare a casa un pranzo o una cena di pesce a prova di chef.

 

Orario

dal martedì al sabato dalle 9.00 alle 19.00

Contatti

Salsedine – Via Duilio, 8/10 – 00192 Roma

Telefono:  389.1741764 

www. salsedinepescheria.com 

Facebook: @salsedineroma

Instragram:@salsedine_roma

 

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Carte Oblio ha uno stile di ispirazione nord europea che regala accoglienza e calore. Legno, ferro, vetro lavorati a mano si alternano in uno spazio ampio dove ogni tavolo può vivere la sua “storia”. Le pennellate di grigio spalmate a turno sulle pareti che appaiono scabre e grossolane. Le pietre sono state spazzolate e tornate grezze. Tutti piccoli dettagli che regalano un’esperienza unica dove si alterna la freddezza del Nord e il calore del legno. 

 

La cucina

Carter Oblio nasce come anagramma dei due nomi dello chef Ciro Alberto Cucciniello. E’ un ristorante, ma soprattutto un progetto identitario. “Il logo è un profilo, una sagoma interrogativa, è un alter ego. È un pro memoria, e ricorda che dietro un’avventura del genere c’è una persona con le sue domande, le sue curiosità, la sua avidità di scoperta. Anni di appunti. E di passioni. La lettura, i viaggi, le materie prime, il fuoco, le cotture, una cucina che predica verità.” – così racconta Dea Cucciniello (socia ristoratrice).

Lo chef, laureato in economia, ha esordito nell’equipe di Scabin, e si è consolidato in anni di guida della brigata romana di Settembrini, e nel corso di varie esperienze all’estero. Poi la voglia di creare una cucina carica di forza e di appartenenza, che miscelasse le contaminazioni del viaggio con la carnalità del territorio. 

Finalmente dopo mesi di ricerca apre Carter Oblio, il suo ristorante nel cuore di Roma dove la parola d’ordine fosse autenticità. E finalmente si è concretizzato.

Carter Oblio offre due menù, uno dall’impronta più stagionale (ma comunque molto flessibile) e uno in continua evoluzione, praticamente giornaliero, che rincorre a vista il costante procacciamento di materie prime di qualità.

Ai clienti viene proposto un tagliere dei pani che annovera una selezione di impasti con lievito madre che spaziano dalle miscele con cacao amaro e noci e quelle con farina affumicata. In allestimento anche un tagliere di salumi artigianali, preparati e stagionati in casa. Ogni preparazione è artigianale in ciascuna fase della filiera. Il vassoio con le varie tipologie di pane sono una droga, ci vuole molta forza di volontà per non mangiarlo tutto. Io naturalmente non ho avuto questa forza !

La prima portata che ho assaggiato è stata il Cotto, Stracotto e Bruciato (12 euro). Carne in tre consistenze accompagnate e suddivise da puntarelle. Lo stracotto predomina ma l’ho trovato molto interessante.

Nella cucina dello chef le fermentazioni e le affumicature sono molto presenti. Attentissima la ricerca delle materie prime. Con un occhio puntato sulle eccellenze territoriali della nativa Irpinia, come per l’olio di Ravece, i tartufi, i vini del pluripremiato Luigi Tecce.

Ho proseguito con Scialatielli Taccole e Totanetti in Ramen di peperoni all’arrabbiata (14 euro). Un piatto perfetto in queste giornate freddolose ma non uno dei miei preferiti.

Il Risotto alla Genovese di Maccarello Affumicato (16 euro) è un piatto esaltato dalla cipolla in diverse consistenze sia brasata che bruciata, ridotta in polvere e posizionata sul riso. La ricerca, la concretezza e l’amore per la tecnica dell’affumicatura dello chef è rappresentata in questo risotto.

Guancia purè di Sedano Rapa, Cargiofi e Topinambur (16 euro) cotta in modo perfetto, si sciogleva in bocca grazie alla tenerezza della carne.

La Tartelletta crema di Caldarroste e Chantilly di Cachi (7 euro) è stata una piacevole sorpresa. Ben equilibrata, il contrasto tra la castagna e i cachi per nulla banale, rendeva il dolce delicato e molto gustoso.

 

 

 

Gli orari

Attualmente Carter Oblio è aperto a pranzo dalle 12.00 alle 16.00; e serve l’aperitivo fino alle 18.00.

Contatti:

Carter Oblio

Via Giuseppe Gioacchino Belli 21 – Roma

Tel. + 39 391. 4649097

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Pokèdon japanese bowl e roll

Pokèdon

japanese bowl e roll 

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La Pokè mania, che avevo previsto in un mio articolo del marzo 2018, è esplosa e oggi vi presento Pokèdon che dovete assolutamente provare.

Una nuova apertura in zona Ostiense

Il Pokè ha origini hawaiane, questo ci hanno insegnato appena è sbarcato in Italia. Con l’apertura di Pokèdon, in via del Porto Fluviale, zona Ostiense ho imparato che è un piatto della cucina hawaiana ma è stato ideato da un giapponese prendendo spunto dal tradizionale Donburi (Don). Mentre i pokè sono preparati principalmente con pesce e ingredienti crudi, i Don hanno una base di carne e ingredienti cotti. Ciò che li accomuna è la base di riso bianco.

Akira Yoshiba, con i due Ramen Bar e Leos’ Gyoza, è un punto di riferimento importante nella Capitale e con l’apertura di Pokèdon vuol rivendicare l’origine giapponese dell’healty food veloce, fresco più consumato al mondo. Ho provato questo piccolo locale e l’ho trovato buonissimo. Esteticamnete ricorda molto una izakaya piccolina (tipico locale giapponese), con pochi posti a sedere, la carta da parati realizzata con fogli di giornali nipponici.

Il piatto principale di Pokèdon è la bowl nelle varianti con pesce crudo o cotto, carne o vegetariano. Ho assaggiato la Karaage Don (mini 9,50 euro – 180 gr o classic 11 euro – 250 gr) con bocconcini di pollo fritto, riso, radice di loto fritto, insalata, uovo sodo marinato in salsa di sola e poi l’Aburi Salmon (mini 10 euro  – 180 gr o classic 12 euro 250 gr) con salmone scottato riso, mais, edamame, salsa di soia e insalata. Entrambi approvati a pieni voti!!!

Ottimi anche i Temaki Roll (dai 4.60 ai 5.60 euro) di pesce, carne o verdure, e la selezione di antipasti giapponesi come i Gyoza con carne di maiale (4 euro), di pollo (4 euro) o con le verdure (3.80 euro). Qui trovi il menù

Uno dei Pokè più buoni che abbia mai mangiato!

Orari e Delivery

Pokèdon a pranzo sono aperti dal Martedì alla domenica (12:30 – 14:30). Per cena consegnano a domicilio dal lunedì alla domenica in tutta Roma (entro il GRA), in orario 19:30 alle 22 (ordini accettati entro le 18). I suo piatti si possono ordinare insieme a quelli del Ramen Bar Akira telefonando direttamente al locale e tramite le migliori applicazioni di delivery (Glovo, Deliveroo, Ubera Eats e Foodys).

 

Dove trovarli
Via del Porto Fluviale 3E, tel. 391 7382269

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Il Marchese tra il fascino della nobiltà e la veracità del popolo

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Il Marchese

tra il fascino della nobiltà e la veracità del popolo

 

Il Marchese, un ristorante che sorge alla fine di via Ripetta, si trova al piano terra di uno splendido palazzo settecentesco. Appena varchiamo la soglia, l’atmosfera delle antiche corti dei palazzi borghesi appaga la vista degli ospiti, che vengono catturati dagli incantevoli giochi di luci. Da una parte troviamo tavoli e sedie in legno, pareti antichizzate e banconi in marmo, dall’altra possiamo scorgere i materiali nobili, caldi ed eleganti, gli stucchi sfarzosi, le piante verdi e i grandi lampadari in ottone.

L’ambiente è reso particolare dalla presenza del bancone bar con top in marmo di Carrara, con preziose decorazioni, circondato da sgabelli in legno e incorniciato da poltrone e divanetti color pastello. Il pavimento è stato realizzato con vecchie cementine a scacchi bianchi e neri. Al centro, il cuore pulsante del ristorante, la cucina a vista, collegata al bancone bar da un’ampia vetrata.

Il ristorante è elegante e raffinato.

La storia 

Nato dalla creatività e dalla determinazione di due amici imprenditori, Davide Solari e Lorenzo Renzi, il Marchese è un ristorante cosmopolita e la sua anima si sdoppia tra la raffinatezza della nobiltà e la veracità del popolo.

Il nome è liberamente ispirato al celebre film “Il Marchese del Grillo” di Alberto Sordi, con il desiderio di fondere insieme due anime molto diverse tra loro. Quella del carbonaro, tipico popolano dell’epoca, appartenente al ceto povero della società e solito trascorrere il tempo nelle osterie dopo il lavoro, tra vino e cibo genuino, con i piatti della tradizione, semplici, dai sapori decisi preparati dalle massaie e quella del nobile, appartenente alla piccola realtà ricca in contrapposizione al popolo, che passava le sue giornate tra festeggiamenti nei salotti delle ville borghesi con lunghi e ricchi pranzi, sorseggiando grandi vini e liquori. Così da Il Marchese si trovano i piatti della tradizione realizzati con gli ingredienti migliori e la sofisticatezza di esclusivi cocktail.

 

La cucina

Daniele Roppo, giovane cuoco romano, si avvicina alla cucina come autodidatta, sperimentando da solo fin da piccolo le varie reazioni che gli alimenti avevano tra loro. Grande è stata la passione che lo ha spinto da sempre verso quest’arte: il legame con i nonni, lei romana e lui pugliese, ha sempre rappresentato una memoria storica e familiare determinante nella sua vita.

Il menu parla di una cucina tradizionale, prevalentemente romana. In carta troviamo, tra gli antipasti, la Crocchetta di bollito con la salsa verde, piatto romano e “ricetta di mia nonna – racconta Daniele Roppo – nella quale faccio bollire e stracuocere il campanello e la punta di petto di manzo insieme a qualche spezia ed erba aromatica. È un piatto semplice fatto con tagli di carne poveri, dei quali mantengo anche l’acqua di cottura per ammorbidire la crocchetta. La salsa verde che accosto è quella classica che unisco a una maionese fatta in casa”.

Sempre tra i piatti romani il Baccalà (9 euro), in versione “crocchetta”, mantecato alla catalana, secondo una ricetta tramandata da un amico spagnolo con un roux classico, molto delicato con latte e patata, panato con pangrattato e panko, accompagnato da una crema di ceci al rosmarino. Si prosegue con la Tartare di Fassona con nocciola, pomodori secchi e olio alla brace (12 euro) e, tra le nuove proposte autunnali, torna, a gran richiesta, il Crostone con bufala affumicata e puntarelle alla romana (12 euro).  Tra i pimi segnalo lo Spaghettone con burro di Normandia e parmigiano stagionato 30 mesi (15 euro) o l’Agnolotto di baccalà mantecato e datterino rosso e giallo (18 euro), tra le paste ripiene anche il Raviolo ripieno ricotta e cannella con ragù (15 euro). Inoltre, non mancano i piatti della tradizione: lo Gnocco alla romana con sugo di coda (14 euro) o lo Spaghettone ajo e ojo (13 euro).

Tra i secondi il “Filetto come i saltimbocca(22 euro), un filetto di vitello con salvia e prosciutto come vuole la ricetta dei saltimbocca alla romana, cottura lenta e poi saltato con il fondo bruno (preparazione di tre giorni) e il vino. Immancabili le “Polpette” (18 euro) un sugo di sedano, carota e cipolla, tagliati al coltello per un sapore più rustico su cui viene posata una nuvola di parmigiano stagionato 30 mesi.

Tra i secondi di pesce il Polpo, frigitelli soia e semi in cui la parte vegetale viene sia frullata a crema che lasciata in foglie, (21 euro) è uno dei miei preferiti.

Qui troverai il menù

Il primo Amaro Bar in Europa 

Il Marchese è soprattutto il primo Amaro Bar in Europa e offre una carta con più di seicento etichette, italiane ed estere, dalle più blasonate e raffinate, quelle di nicchia e quelle vintage, piccolissime produzioni che valorizzano il nostro territorio. 

Il cocktail bar, affidato a Fabrizio Valeriani, offre una miscelazione classica e sperimentale allo stesso tempo con accostamenti che si sposano con la cucina, usando anche prodotti insoliti nei cocktail come alcune verdure, una miscelazione d’avanguardia basata sul gusto. Il menu dei cocktail è interattivo e con qualche effetto speciale e stimola il cliente a giocare con i barman: ad esempio con ingredienti “particolari” che lui stesso proverà nel suo cocktail,rimanendo sorpreso. La carta è divisa in 3 capitoli: la parte dedicata agli Spritz, quella focalizzata sul Negroni e poi la raccolta di tutti i signature de Il Marchese.

INFORMAZIONI

Il Marchese
Via di Ripetta, 162 Roma
☎06 9021 8872
http://www.ilmarcheseroma.it/losteria/

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Bruno ai 4 Venti

una storica Osteria romana nel cuore di Monteverde

Negli anni ’50 Monteverde diventò il quartiere di riferimento per alcuni artisti che si erano trasferiti nella capitale. Tra questi ricordiamo Attilio Bartolucci, Pierpaolo Pasolini, Carlo Emilio Gadda, Giorgio Caproni. Monteverde è situato su una collina dove si respira un’aria buona ed era come vivere in un piccolo paesino. Nella parte alta c’è una lunga strada alberata che taglia in quartiere collegando la zona vecchia alla parte “nuova”. Su questo percorso popolato da rigogliosi alberi e dove soffia puntuale il suo vento, c’è un viale chiamato, appunto, Dei Quattro Venti.

A narrare queste vicende al civico 172/a dal 1962 c’è Bruno Ai 4 Venti, storico ristorante di famiglia divenuto un punto di riferimento per la zona grazie alla sua cucina genuina che resta fedele alla tradizione. Giunto alla terza generazione di conduzione familiare, Bruno Ai 4 Venti è oggi nelle mani di Alessandro Rotilio che, in ordine di tempo, ha ereditato questa attività dalla madre e prima ancora dal nonno.

L’ambiente

Varcando la porta di Bruno Ai 4 Venti si avrà l’impressione di entrare nel classico ristorante di quartiere, accogliente e rassicurante, che esce dalle usuali referenze turistiche per sperimentare un’autentica osteria con specialità dal tocco tecnico attuale. Dopo il recente restyling del locale gli ambienti risultano rinfrescati e contestualizzati nel presente senza rinunciare a un’atmosfera retrò mentre il passato scorre sulle pareti attraverso le foto di famiglia. All’interno si contano 50 coperti che si alternano tra comode poltroncine di velluto verde ed eleganti sedute in pelle, mentre nel dehors i 30 coperti sono illuminati dalle luci rampicanti sull’albero e le siepi.

La cucina

Da sempre la cucina di Bruno ai 4 Venti dà molta importanza alla pasta con una selezione di pastifici artigianali con cui collabora in modo costante. Come per la pasta all’uovo di cui una parte la prende in un micro pastificio di Salerno che consegna una volta a settimana strangozzi, pici, ravioloni mentre per la pasta secca si affida a Masciarelli nei formati speciali di spaghettoni e fettuccelle. Oltre ai grandi classici romani come Cacio e pepe e Amatriciana, i primi si arricchiscono sempre con qualche ingrediente originale che personalizza anche un grande piatto della tradizione in base alla stagione. Così, una semplice Gricia viene rivisitata con i fichi freschi o una Carbonara si sposa con asparagi e tartufo. Ci sono poi le Fettuccelle polpo pomodorino e nocciole o gamberi e pistacchio, il pesto di fagiolini con la crema di formaggio e tutti i primi del giorno a base di pesce fresco pescato solo nei mari italiani. Questo è il periodo della ricciola, ma si trova ancora il tonno fresco che viene preparato con melanzane e patate e tra i secondi anche i calamari serviti con contorno di cicoria oppure cucinati ripieni. Per la carne si riforniscono da Lem Carni, un’azienda molto innovativa e nel settore ormai dal 1971, dove acquistano solo danese e scozzese. 

 

Delivery e Asporto

In questo periodo di restrizioni rimane aperto a pranzo, dando la possibilità di mangiare sia all’interno che all’esterno. Per il servizio serale ci sarà un menù dedicato che permette di consumare i piatti della tradizione come al ristorante. Sia l’asporto che il delivery viene gestito dal ristorante, ed è attivo ogni giorno dalle 19.30 alle 22.30 chiamando il numero 06 580 6196.
Nel menù del delivery, in via del tutto eccezionale, il Ristorante propone quattro tipologie di pizza.

Contatti:
Bruno ai 4 Venti – Viale dei 4 Venti 172A
Tel. 06 580 6196
Aperto tutti i giorni a pranzo e a cena
giorno di chiusura: Lunedì

 

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Qualche settimana fa scrissi questo articolo sulle nuove aperture autunnali e tra un Dpcm governativo e l’altro ho modificato più volte. 

Sono progetti importanti che, nonostante le restrizioni di oggi, hanno bisogno di esser supportati a colazione, pranzo, per un apertitvo anticipato o per un delivery.

 

Le Serre by Vivi

Daniela Gazzini e Cristina Cattaneo, fondatrici del marchio ViVi, hanno inaugurato ad inizio ottobre “Le Serre by ViVi”, il Botanical Garden Restaurant, nato con il desiderio di dare vita ad uno spazio che rispecchiasse il concept ViVi al 100%. Le Serre sono situate in un magico giardino privato (precedentemente era un’antica serra) presso Monte Mario, davanti la nota Villa Stuart, in cui potersi rifugiare in qualsiasi ora della giornata, dalle 10.00 a mezzanotte, per una colazione, un brunch, un pranzo, una cena o un drink.

Le Serre offrono un menù diverso per ciascun momento della giornata. Dalla colazione all’orario dell’aperitivo la cucina di ViVi propone piatti bioviziosi, leggeri e saporiti, dalle coloratissime insalate, gli immancabili curry, il menu delle uova bio con una proposta deliziosa per il brunch, passando per il tea time by ViVi con tisane, infusi e thè pregiati da gustare con i deliziosi scones, o una bella fetta di torta di ViVi Bakery.  La cucina è indubbiamente mediterranea, con ispirazioni dal mondo che la arricchiscono. Il menù de Le Serre è stato realizzato con la consulenza dello chef Pantaleone Amato, in qualità di Chef Advisor. 
I piatti de Le Serre hanno un tocco botanico, un’attenzione speciale per il mondo degli odori e delle spezie. Gli ingredienti biologici sono sempre di stagione, a basso impatto ambientale, come le carni plant-based, secondo le nuove frontiere del Clean Food. ViVi coltiverà anche le proprie verdure biologiche nell’orto biologico Bio Farm Orto, il progetto alimentare di Arianna Vulpiani dove è possibile affittare una porzione di orto per coltivare i propri ortaggi assicurandosi prodotti genuini e controllati.

L’essenza botanica de Le Serre non scorre soltanto nell’atmosfera, nei decori e nei piatti ma anche nei drinks. Sara Paternesi, Head Bartender di ViVi, ha creato una drink list variegata e originale, di cui sono protagoniste le spezie, i liquori homemade e gli sciroppi fatti in casa, per raggiungere risultati e sapori unici e insoliti.

Informazioni
Indirizzo: Via Decio Filipponi, 1
Parcheggio privato, esclusivo, a soli 20 mt – 1.800 Mq: Via Trionfale, 6066
Orari: dal martedì alla domenica, dalle 10.00 alle 18.00 – lunedì chiuso
Numero di telefono: 06 83986929

Alambicco

Nel quartiere Coppedè ha preso vita un nuovo progetto che vuol coniugare la cucina gourmet e il mondo dei distillati. Alambicco, la casa del Rum è un’idea di Federica Delle Vedove che insieme a Marco Scarfò hanno voluto creare un luogo accogliente dove proporre abbinamenti di qualità per appassionati del rum con il supporto di una cucina versatile, basata su piatti semplici e sapori decisi. Il locale apre alle prime ore del mattino, partendo con la colazione con caffè, centrifughe, tè e lievitati. Il business lunch con proposte del giorno dello chef, l’aperitivo e la cena con la griglia protagonista e piatti della tradizione romana reinterpretati dallo chef arricchiscono la proposta food. Per il dopocena Alambicco ci accompagna per un viaggio nel mondo del Rum in abbiamneto al cioccolato Domori e le face di Cacao.

Alambicco
Via Tronto 8, Roma. Tel. 06 85389664
Apertura dal lunedì al sabato, dalle 7 alle 18
Servizio di asporto attivo

 

Treefolk’s Public House

Treefolk’s Public House, in Viale Trastevere, è una delle aperture più chiacchierate di questo mese. Una grande novità che non è passata inosservata. Nato dall’unione di quattro ex publican noti nel panorama romano, Andrea e Alessandro Buresti, proprietari dal 2003 dello storico pub inglese “Treefolk’s Whisky & Beer”, Simone Casadio, ex publican con il green mount, Claudio Moreschini, vanta un’esperienza come direttore nello storico “Lochness Pub”, a Roma. Il Treefolk’s Public House ambientato in un’Inghilterra anni 20, è suddiviso in tre aree, il Cask bar con le 12 pompe e a vista più informale e più vicino al classico British pub, con una proposta street food, la Sala camino dedicata alla cena gourmet con divani Chester e la Scotch Room con un bancone imponente con una bottigliera in legno con le migliori etichette di Whisky esposte. La cucina è affidata allo chef Valerio Mattaccini, che in questo periodo di restrizioni ha dovuto riadattare il suo menù. La mattina la colazione è con maritozzi dolci e salati accompagnati da Specialty Coffee, mentre dalle 10.00 fino all’ora di pranzo troveremo English Breakfast, Avocado Toast e Club Sandwich e tanto altro. Le birre in Cask sono attive tutto il giorno come anche il bancone per i cocktail.

Dalle 18.00 alle 22.00 è arrivo il servizio di asporto e delivery sia per il food che per le birre e i drink, grazie all’inlattinatrice. Il menù dell’asporto è più street con burger, lollipop di pollo e maritozzi. Potete visionarlo sul sito www.treefolkspublichouse.com e per ordinare è possibile inviare un messaggio su whatsapp 340 1123341

Informazioni

Viale di Trastevere, 192 – Roma 00153
Tel. 340 1123341

Argot Prati

L’Argot, il cocktail bar a via dei Cappelari, che prende il nome da una confraternita di mendicanti segreta, fa il bis in zona Prati. Il nuovo locale ha un concept: il drink accompagna la cucina firmata dallo chef Andrea Quaranta con piatti della tradizione rivisitati. La drink list curata dal bar manager Daniele De Angelis è ispirata a dedicata a Roma e ai suoi ponti. Mentre il primo Argot più simile ad uno speakeasy, anche se a loro piace definirlo salotto di casa, quello a Prati è suddiviso in due livelli. Nella sala del primo piano troviamo un bancone con bottigliera a vista, mentre nel secondo livello c’è una confortevole terrazza coperta. In seguito alle nuove disposizioni sono aperti mentre a cena hanno attivato con delivey e asporto. E’ possibile prenotare attraverso la loro App oppure con le piattaforme, Glovo e Just Eat Italia

Informazioni
Via Alessandro Farnese 2, Roma.
Tel. 06 3230829

Anvedi

È il ritorno del ristorante-pizzeria di quartiere, un posto per tutti e per tutte le occasioni, dove andare anche quando, semplicemente, non si ha voglia di cucinare a casa.

Prende vita il progetto di quattro imprenditori – già alla guida di locali appartenenti a una famosa catena– che affidano la cucina ad Andrea Becattini, eclettico chef romano con alle spalle un’esperienza trasversale in grado di unire tradizione ed innovazione.

La scelta è quella di partire dalla periferia (zona Casal Palocco), con un locale di oltre 350 mq pensato per diventare presto una catena. che mantiene tutte le caratteristiche dei locali di quartiere in termini di rapporto qualità-quantità-prezzo, puntando sull’effetto sorpresa: piatti colorati, abbondanti, succulenti con un arredamento pop e frasi romanesche di tutti i giorni scritte al neon sulle pareti.

Anvedi è il luogo dove sentirsi liberi di ordinare letteralmente “un secchio de crocchette”, o “na cofana” da mezzo chilo di pasta. Il menu e l’atmosfera è goliardica, si respira una romanità mai forzata, ma spensierata e autentica. Le colonne portanti sono la pizza romana: fine, croccante e ovviamente extra large, proposta anche in versione senza glutine; e la pasta d’eccellenza di Mauro Secondi con scelta tra Tonnarelli e Maccheroni

Tra i fritti, spiccano proposte esplosive come le bombe alla romana, delle vere e proprie bombe fritte ripiene di sughi della tradizione o “Anvedi che fiore”, un fiore di zucca ripieno di baccalà mantecato.

Per i carnivori non mancano proposte semplici come gli arrosticini, il galletto al mattone e le bombette di saltimbocca, mentre la sezione più stravagante del menu è senz’altro “NUN FA L’AMMERICANO”, in cui si gioca con ricette pop dagli States rivisitate in chiave romana, come il Mac & Cheese alla romana, le Ribs di spuntature o il Pulled Pork Burger con salsa bbq all’amatriciana.

Comfort food in chiave moderna e romanità sono le parole d’ordine da Anvedi!

INFORMAZIONI

Via dei Pescatori, 495, 00125 Roma RM

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