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Osteria La Briciola a Tivoli

 

un ristorante tra convivialità ed eccellenza gourmet

 

Il mio viaggio fuori Roma continua, dopo F’Orme Osteria a Frascati la mia meta è Tivoli, dove da circa otto anni ha aperto l’Osteria La Briciola, che dovete assolutamente segnare in agenda. Un luogo dove rifugiarci, dove esser coccolati e dove mangiare un’ottima cucina. Appena varchi il cancello dell’ingresso, puoi lasciare la macchina in un ampio parcheggio e all’improvviso non pensi di esser in un ristorante, bensì in una casa con un portico esterno accogliente ed intimo. Si respira quell’aria di convivialità, lo percepisci dall’arredamento tipico delle case di campagna. Quella che sogni praticamente ogni fine settimana. La luce è soffusa, l’arredamento è curato in ogni angolo. L’accoglienza è perfetta, ti senti coccolato senza troppi eccessi. In queste sere d’estate hai la possibilità di scegliere di mangiare nella veranda, dove la vista delle colline ti fa dimenticare di esser a pochi passi da Roma.

 

                             

 

L’attenzione per il cliente è massima, oltre al servizio che ho trovato molto professionale, sono proprio i dettagli che fanno la differenza. Una delle cose che scruto sempre con attenzione, è il bagno. Appena entri nel bagno dell’Osteria La Briciola, puoi trovare qualunque oggetto utile alla cura della persona, dallo spazzolino per denti, kit per la pulizia delle macchie sui vestiti, stuzzicadenti, salviette, praticamente ti giri intorno e non vuoi più uscire.

 

Dopo questa breve panoramica su come sia stato bello il mio impatto con questo ristornate parliamo di cose serie e inizio a descrivervi la filosofia di questo luogo e i piatti che ho avuto il piacere di assaggiare.

 

Enrico Magnanti è lo Chef e Sommelier dell’Osteria. Ogni sera accoglie un massimo di 40 persone con eleganza, calore e discrezione. L’obiettivo dello Chef è partire dalla tradizione per rivisitarla, cercando di alleggerirla da condimenti eccessivi e creare abbinamenti che risaltano il piatto e l’equilibrio gustativo. Dal loro menù emerge la ricerca dei sapori locali, con una lista di oli e aceti mai vista prima di oggi in un menù. La carta dei vini presenta 350 etichette, possiamo trovare le maggiori eccellenze vitivinicole nazionali ma anche internazionali e non mancano le birre artigianali e i distillati.

 

Durante la cena ho bevuto un Nusseumer del 2016 della Cantina Tramin, credo uno dei più buoni Gewürztraminer che abbia mai sorseggiato. Corposo, fruttato con un’ottima aromaticità che ha accompagnato in modo perfetto la nostra degustazione.

 

                   

 

Mentre aspettavamo i nostri antipasti abbiamo assaggiato una selezione di pane, preparata dallo chef. La pizza e i panini morbidi sono eccezionali, e la vera chicca è lo scalda pane sul tavolo, che per tutta la sera lo mantiene al caldo. Una super coccola per il commensale. Dopo aver mangiato praticamente tutto il pane per la bontà partiamo da un antipasto.

 

 

Polpo arrosto su salsa di melanzane con insalatina di cavolo rosso. Un polpo tenerissimo, si scioglieva al palato, mentre le mazzancolle che accompagnavano il piatto erano cotte con pasta kataifi.

 

…. Come domenica. Rivisitazione della lasagna. Ho trovato il piatto molto curato nella presentazione, la pasta forse troppo asciutta ma il gusto delle polpette e l’insieme del piatto era così perfetto che possiamo perdonare tutto allo chef.

 

 

Spaghettone “Vicidomini” alla mediterranea, erbe aromatiche e pomodoro del Piennolo D.O.P. Ritengo che questa piatto sia stata una grande sfida per lo chef. Quanti di noi ordinerebbero pasta al pomodoro al ristorante? Vi assicuro che questo piatto ha vinto ogni sfida. Ha unito prodotti antichi come la pasta Vicidomini e i pomodori del Piennolo, un tripudio di sapori del Sud, il tutto condito con la sua semplicità da un olio eccellente.

 

 

Ravioli ripieni di calamari con spuma di patate e teste di limone candite. Questo per me ha rappresentato il piatto rivelazione della serata, un contrasto di sapori così ricercato e nuovo che dopo il primo boccone non ha lasciato dubbi. Il segreto di questo piatto è mangiare il raviolo insieme alla spuma di patate, perché è proprio questo mix di sapori che vi lascerà piacevolmente stupiti. Unico suggerimento, la quantità di ripieno all’interno del raviolo, avrei aumentato la consistenza, solita ingorda.

 

 

Calamarata con gamberi rosa di Ponza e crema di pistacchio verde di Bronte D.O.P.La pasta completamente prodotta dallo chef, ottima e l’equilibrio tra questi sapori è davvero piacevole al palato. Gusto molto delicato.

 

 

L’ultimo primo piatto che ho assaggiato è stato in primis un tripudio per la mia vista. Voi l’avete mai visto un arcobaleno nel piatto? Questo piatto lo vorrei battezzare semplicemente Rainbow, quasi un peccato assaggiarlo. Tortelloni ripieni di “Fiocco della Tuscia” con funghi di bosco e granella di nocciola.

 

Dopo questa degustazione eccellente di primi piatti passiamo al secondo. Filetto di vitello con erette aromatiche e riduzione di marsala. Il vitello cotto in modo perfetto, tenero al palato e il condimento risaltava il gusto della carne.

Spigola rosticciata su cremoso di limone profumata alla menta. Il segreto di questi piatti è assaggiare in un sol boccone tutti gli ingredienti che lo compongono, ero titubante sulla fragola. Vi assicuro che mi sono dovuta ricredere, donava al piatto un equilibrio e un sapore pazzesco.

Due piatti ottimi ma ora passiamo alla conclusione della cena con due dolci che solo per la bellezza per la presentazione ti lasciano a bocca aperta.

Dolce incontro: rum, cioccolato fondente Ebène 72% e arancia. Esteticamente molto scenografico, al palato nulla di innovativo, infatti la vera star dei dolci della serata è lui, il Cubo di cioccolato bianco, cristalli di sale e mouse di lamponi. 

Siamo arrivati alla conclusione di questa mia esperienza, una serata perfetta, trascorsa nella veranda con un ottimo vino e piatti davvero unici nel loro genere. La voglia di sperimentare dello chef utilizzando prodotti veri, antichi, tipici della nostra tradizione e della nostra storia lo avverti da subito, appena sfogli il menù ma la vera scoperta è la sua personale rivisitazione. Questo ristorante farà strada perché posti così sono preziosi. Prima di congedarmi una piccola sorpresa che ci è stata svelata alla fine della serata devo dirvela. Questo ristorante ha una saletta privata con 10 coperti che potete utilizzare per eventi privati, piccole feste in famiglia e perché no, proposte di matrimonio uniche. La sala è piccolina, di un’intimità unica. Immaginate di star a casa, con una libreria enorme, un divano accogliente e un ristorante di alto livello che vi regalerà una cena e un servizio impeccabile. Personalmente dopo aver scoperto questa saletta l’Osteria la Briciola è salita in top ten.

 

Informazioni utili

Osteria La Briciola, via Tiburtina Valeria, 106  – Km 36.500  – 00019 Tivoli (RM) sito internet www.osteriabriciola.it

Consiglio di impostare il navigatore su: Tivoli, Via Scuole Rurali, 1 (non fate come me che mi sono persa perché non ho seguito questa indicazione)

Orario di apertura: Tutte le sere tranne il Lunedì chiuso per riposo settimanale. Sabato e domenica e festivi apertura anche a pranzo

Tel. 0774.418421

 

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