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Quando Frise e cacioricotta

valgono più di mille souvenir

Puglia terra di trulli, ulivi, taralli, mare, sole e tramontana.

Si perché a differenza di molti solo io potevo trovare il brutto tempo nell’estate più rovente degli ultimi decenni.
La nostra prima tappa è stata Alberobello, paese di trulli e vicoli meravigliosi, ma il mio pensiero appena arrivata è sempre uno: cosa assaggio di tipico? Le Friselle, o meglio dette in dialetto “Frise”, grande taralli tagliati a metà e biscottati in forno, di grano duro integrali oppure ai cinque cereali, condite con pomodoro, olio d’oliva e sale. In origine i marinai le portavano in nave e le bagnavano addirittura con l’acqua del mare aggiungendo solo dei semplici pomodorini. Oggi vengono arricchite con tonno, rucola, salmone e Philadelphia, burrata e tanto altro, assolutamente divine.

La mia prima Frisa è al pomodoro, olio di oliva e crema di basilico. Croccante sotto e morbida al punto giusto nella parte superiore.

Frisa alla Norvegese

Frisa con Pomodoro e crema di basilico

Frisa con Tonno, Olive e Rucola selvatica

Ho pensato subito che avevo trovato una soluzione per i miei pranzi al mare, che ci vuole a prepararle a casa?

E invece no, a momenti mi spacco un dente. Visto che penso sempre alla linea, ho scelto le frise integrali, per scoprire a mie spese, che sono più difficili da bagnare. Il primo giorno di mare mi alzo, prendo le frise le bagno con un pochino di acqua e aggiungo il condimento, arrivo in spiaggia e nulla è semplice come sembra. Non mi davo pace per questo fallimento e inizio a chiedere a chiunque in spiaggia: “ma come si bagnano le frise?”. A quanto pare devono esser immerse nell’acqua, in dialetto “sponzare”, per uno, massimo due minuti così ve omogenee e poi vengono fatte scolare. Ho tentato una seconda volta in sette giorni e lì mi sono fermata. Buon sangue non mente. Stavolta troppo bagnate. Risultato: perché impazzire e non comprarle già fatte?

Durante il nostro soggiorno in Puglia sono tanti i posti che abbiamo visitato e porto nel mio cuore. Otranto è davvero uno dei borghi antichi più belli d’Italia. Con il Castello Aragonese, le torri e i bastioni, il borgo è racchiuso in una fortezza circondato da mura difensive, quindi si può accedere al suo interno solo attraverso la Porta Alfonsina. Ricco di negozi e attività enogastronomiche, la città si affaccia sul Porto, con un’ acqua così limpida che non ha nulla da invidiare alle calette lontane dal borgo, quindi è facile vedere bagnanti che affollano la spiaggia. Ho visitato Otranto sia di giorno che di sera, senza nulla togliere alla bellezza dei vicoli in notturna, questa città deve esser visitata di giorno. Durante il mese di agosto di sera c’era così tanta gente che siamo riusciti a far due passi con una lentezza davvero estrema.

Come ogni viaggio che si rispetti il pensiero fisso dal momento in cui si mette piede in terra “straniera”, ovvero si percorrono almeno 100 km da casa, è il souvenir da portare a casa. Si certo, è un piacere portare un regalo a mamma, papà, sorella, marito della sorella, nipote, zia…. Vabbè ansia che neanche il 24 dicembre con la lista dei regali ancora da depennare!! Da qualche anno a questa parte ho iniziato a cambiar totalmente abitudine. Dopo aver riempito tutti i frigoriferi di casa e stavo addirittura iniziando quelli lasciati per dispetto al sindaco di Roma davanti ai cassonetti, con calamite di ogni tipo e forma, il mio nuovo souvenir è sicuramente gastronomico.

Cercare prodotti locali e portarli in dono mi rendono davvero felice. Certo rischio di macchiare di olio tutti i miei vestiti, e la puzza di caciotta e tartufo me la porterò dietro per mesi ma è davvero bello tornare a casa e godere tutti insieme della bontà dei cibi a km 0.

Dalla Puglia, con la scusa che viaggiavo in macchina, ho portato una discreta quantità di cibo. La macchina ormai sapeva di cacioricotta, ma per una volta che non dovevo badare a peso e misure ho esagerato alla grande!

Il mercato di San Foca, una piccola città con un mare bellissimo, è stato preso d’ assalto, o meglio i commercianti hanno preso d’assalto noi. Erano le 10 del mattino e ci hanno fatto assaggiare di tutto, burrate, salami, taralli. Ognuno decantava il proprio prodotto. A noi poco importava. Mangiavamo, godevamo e basta.

Risultato: ho portato a casa, orecchiette, cacioricotta da spolverare sulla pasta, provole, peperoncini, che ho gelosamente surgelato freschi al mio rientro come provvista per l’inverno, origano fresco, taralli, salami e pomodori secchi.

Che dire, viva il souvenir culinario, super apprezzato da tutti!!!

Prossima tappa, prossima degustazione.

 

 

Piccolo consiglio:

Se siete dalla parti di San Foca, dovete mangiare al Mora Mora Bistrò del Mare oppure approfittare di un aperitivo al tramonto.

 

 

Vi lascio con alcune foto di questa splendida terra, la Puglia.

Alberobello

Otranto

Ostuni

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