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The Flair, Rooftop Restaurant del Sina Bernini Bristol

Con l’arrivo dell’estate ognuno di noi è alla ricerca della magia, del momento perfetto in cui lasci fuori i pensieri, i problemi e le preoccupazioni. Salutare e ringraziare il giorno trascorso davanti ad un tramonto per me è uno di questi. Chi vive a Roma ha un grande dono, ha la possibilità di ammirare il tramonto con i suoi mille colori che dipingono la città più bella del mondo. 

E se questo spettacolo potessi viverlo su uno dei Rooftop più alti di Roma?

Qualche giorno fa ho cenato al The Flair – Rooftop Restaurant all’ultimo piano del Sina Bernini Bristol, uno degli Hotel storici di Roma. Quanti di noi passando per Piazza Barberini, alzando gli occhi al cielo, hanno ammirato la scritta BERNINI? Ecco, ero accanto a questa scritta e avevo Roma ai miei piedi.

La famiglia Bocca, proprietaria del gruppo alberghiero italiano Sina Hotels, sta progettando di portar in alto un Ristorante che vuol puntare su nuove idee che esaltano sapori, profumi e colori nei piatti che riportano alla genuinità degli ingredienti, e alla consapevolezza che il tempo trascorso in questo luogo è tempo davvero prezioso. Bernabò Bocca, presidente della compagnia e sua sorella Matilde Salvo Bocca, vicepresidente, spiegano come il nome The Flair per loro significa talento, fascino, stile, eleganza, sensibilità, equilibrio, tutte attitudini positive e preziose che portano a far bene le cose.

La cucina è affidata al giovane chef di origini siciliane Alessandro Caputo, avvalendosi di un team esperto costituito in primis dal General Manager dell’Hotel Gaetano Torino e da una brigata di sala e cucina.

Lo chef nasce a Palermo, dopo un’ esperienza a Londra entra a far parte delle brigate più dure e competitive del mondo: prima al The Fat Duck dello chef Heston Blumenthal, 3 stelle Michelin e poi a Le Gavroche, dello chef Michel Roux Jr, 2 stelle Michelin. Ultima tappa prima di arrivare al Sina Bernini Bristol inizialmente a fianco di Andrea Fusco, è quella che lo vede come secondo chef di Massimiliano Alajmo al Caffè Quadri a Venezia, 3 stelle Michelin: qui apprende come avvicinarsi agli elementi con rispetto, mantenendo l’integrità, il sapore e la levità della materia prima.

Il Ristorante è composto da 40 coperti, una cucina a vista, una parte interna, una esterna chiusa da una vetrata che ci permette di godere di un’ottima vista anche nei mesi invernali o in caso di pioggia e poi il bellissimo Rooftop.

 

Il menù ideato dello Chef segue la sua filosofia, che è quella di puntare sull’essenziale. Secondo lo chef “l’ingrediente nel piatto deve rimanere incontaminato, trattato con rispetto ed esaltato con la giusta cottura e l’abbinamento equilibrato dei sapori in modo che possano esplodere in bocca in tutta la loro vitalità.” E prosegue – Vorrei che alcuni dei miei piatti venissero assaporati a occhi chiusi per permettere di sprigionare tutta la loro potenza. Il mio menu degustazione si chiama “Buio” perché non viene svelato agli ospiti ma rivelato al tavolo man mano, in un susseguirsi di sapori che fanno sentire sulle montagne russe! Infatti, secondo la mia visione, i sapori sono esaltati non da un crescendo ma da una successione di continue variazioni e sorprese! Il mercato e la stagionalità danno il tocco finale”.

Ho avuto il piacere di degustare il menù al Buio dello Chef e posso dire che ha raggiunto il suo scopo. L’ingrediente rimaneva incontaminato, c’era una grande lavorazione e studio dietro ad ognuno di loro. 

Il menu degustazione “Buio” è composto da 7 portate ed ha un costo di 100 euro a persona.

E’ possibile anche ordinare alla carta, partendo da piatti dalla contaminazione siciliana, fino ad attraversare le varie regioni d’Europa. Dopo piccoli benvenuti dello Chef, abbiamo iniziato con una “Non parmigiana” che è una parmigiana scomposta, “un piatto da mangiare a occhi chiusi, in quanto la vista può ingannare” come dice lo chef: “al posto della classica ricetta viene proposta una versione molto innovativa in cui la mozzarella viene ridotta in sottilissime striscioline di sfoglia su cui vengono disposte crema di melanzane, fiocchi di melanzane fritte, ristretto di pomodoro, basilico e olio in polvere. Il tutto si arrotola e gusta in un sol boccone (più volte!). Questo piatto è un omaggio alla cucina di famiglia e racchiude il desiderio di riproporre “il sapore della melanzana alla parmigiana come la preparava mia madre”.

 

La proposta Lunch al The Flair – Rooftop Bistrot

 

The Flair – Rooftop Bistrot offre, tutti i giorni a pranzo, una formula leggera e gustosa ideale per un veloce break.

Oltre al menù alla carta, ci sono due offerte, a seconda del tempo a disposizione o dell’occasione: c’è l’opzione di menu a € 35,00 per persona che comprende la scelta di due portate selezionate tra antipasti, primi, secondi o dessert, con acqua e caffè inclusi, oppure la formula “Fuori in 30 minuti” a € 30,00 per persona, perfetta per un rapido lunch di lavoro, che prevede un piatto unico accompagnato da un di un dessert. 

Secondo la Famiglia Bocca il The Flair deve simboleggiare un luogo dove sentirsi a casa… la casa che hai sempre sognato di abitare”. “Grande cura in ogni particolare, attenzione alla qualità del cibo, e bellezza: questi sono i valori che caratterizzano”.

Io mi sono sentita molto a casa, coccolata da un buon servizio, dallo Chef Alessandro Caputo che con grande innovazione ha proposto sapori che sono insiti nella nostra memoria.

E sentirsi coccolati in luoghi magici ti regalano emozioni che porterai dentro di te per sempre.

 

 

The Flair – Rooftop Restaurant

Piazza Barberini 23 Roma | Contatti +39 06 42010469

Da lunedì a sabato dalle 19:00 alle 23:00

Chiuso a pranzo e la domenica

 

The Flair – Rooftop Bistrot

Da lunedì a sabato dalle 12:30 alle 15:00

Domenica dalle 12:30 alle 15:00 e dalle 19:00 alle 23:00

 

 

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