Cocktails In The City arriva a Roma: tre giorni tra mixology, musica e creatività all’Orto Botanico

Cocktails In The City arriva a Roma: tre giorni tra mixology, musica e creatività all’Orto Botanico

Dal cuore di Londra agli spazi verdi e suggestivi dell’Orto Botanico di Roma. Dal 15 al 17 maggio 2026 arriva nella Capitale la prima edizione italiana di Cocktails In The City, il festival internazionale dedicato alla cultura del bere contemporaneo che, dopo il successo e il sold-out della decima edizione londinese, sceglie Roma come primo approdo nell’Europa continentale.

Tre giorni immersivi dove mixology, musica, formazione e food experience si incontrano in un format pensato sia per i professionisti del settore sia per gli appassionati di cocktail culture. Un appuntamento che negli anni è diventato un vero punto di riferimento internazionale, capace di riunire alcuni tra i migliori bartender, bar e brand del panorama mondiale in location open-air dal forte impatto scenografico.

Per il debutto romano, il festival approda in uno dei luoghi più affascinanti della città: l’Orto Botanico, nel cuore di Trastevere. Qui il concept internazionale si intreccia con l’ospitalità italiana, dando vita a un’esperienza che va oltre il semplice drink e abbraccia benessere, sostenibilità, intrattenimento e creatività.

Il cuore del festival: i pop-up bar

Protagonista assoluta sarà naturalmente la mixology, raccontata attraverso una selezione di pop-up bar dove bartender e brand presenteranno signature cocktail, novità e reinterpretazioni contemporanee del bere miscelato.

Tra gli indirizzi presenti:

  • Aleph Hotel by Hilton / Organics by Red Bull
  • Banana Republic / Espolon
  • Blind Pig / Oyster Gin
  • Botanist Bar
  • Ceralacca / 16.20 & Sibillini Spirits
  • Depero (Rieti) / Orsini Drink & Mezcaleros
  • Nucleo Bar / Brown Forman
  • Rem & Led Dragon / Campari
  • Rino Montesacro / Aperol
  • Smile / Molinari
  • Van Station / Amaretto Adriatico
  • Zest (Vicenza) / Etsu Gin

Un’occasione per scoprire nuove tendenze, distillati, tecniche e approcci creativi che stanno ridefinendo il mondo del cocktail contemporaneo.

Workshop, masterclass e formazione

Cocktails In The City dedica ampio spazio anche alla formazione e all’esperienza diretta con un programma di workshop e masterclass aperti sia agli addetti ai lavori sia ai curiosi.

Dal 15 al 17 maggio saranno attivi:

  • Workshop Ron de Cana
  • Workshop Makeyougreen
  • Workshop Ice Carving con Dolomiti Ice
  • Workshop Espresso Martini by Altamura Vodka e Amaro Kyma

Sabato 16 maggio spazio anche al benessere con la masterclass yoga guidata da Mimosa Achtner di Oltre Pilates.

Musica live, DJ set e Silent Disco

Non solo cocktail: il festival si trasforma anche in un vero urban festival grazie a una programmazione musicale che accompagnerà ogni giornata.

Venerdì 15 maggio

  • DJ set Nelson
  • DJ set Cool3ra

Sabato 16 maggio

  • DJ set Naomi
  • Live performance Hallix
  • DJ set Funk Pope

Domenica 17 maggio

  • Post Office
  • Live Band Jack Daniel’s

Per tutta la durata dell’evento sarà inoltre presente una Silent Disco powered by Red Bull, per vivere la musica in modo immersivo e originale all’interno degli spazi dell’Orto Botanico.

Food truck e specialty coffee

A completare l’esperienza una proposta gastronomica trasversale e informale con cinque food truck dedicati a diverse cucine e momenti della giornata:

  • Pret a Polpett
  • Annuccia (dolci)
  • Malandrino (hamburger)
  • Foodisfaction (pinsa e fritti)
  • Gyoza Express (asian food)

Presente anche uno spazio specialty coffee curato da Casa Manfredi in collaborazione con Lavazza, pensato per accompagnare il pubblico tra una degustazione e l’altra.

Informazioni utili

Cocktails In The City Roma
Dal 15 al 17 maggio 2026
Orto Botanico di Roma
Largo Cristina di Svezia, 23A – Roma

Un festival che porta nella Capitale il linguaggio internazionale della mixology contemporanea, trasformando per tre giorni l’Orto Botanico in un grande giardino dedicato al bere bene, alla musica e alla convivialità.

Colazioni & brunch a Roma: la guida definitiva per scoprire i migliori indirizzi della Capitale

Colazioni & brunch a Roma: la guida definitiva per scoprire i migliori indirizzi della Capitale

C’è un momento, a Roma, che più di altri racconta il carattere della città: la colazione. Non più solo un gesto veloce, ma un rituale contemporaneo fatto di estetica, gusto e scoperta. Ed è proprio da questa evoluzione che nasce Colazioni & brunch a Roma (Red Edizioni, 208 pp., 18,00 €), in uscita mercoledì 13 maggio: la prima guida fotografica interamente dedicata al mondo delle colazioni e dei brunch nella Capitale.

Un volume che raccoglie oltre 180 indirizzi, di cui 85 recensiti in maniera approfondita, suddivisi in sette categorie: boutique hotel, brunch spot, terrazze panoramiche, pasticcerie iconiche, bakery e bistrot, bar di quartiere e caffetterie. Una mappa ragionata che intercetta non solo i luoghi, ma le tendenze.

Un viaggio tra estetica e gusto

Questa guida non si limita a elencare locali: costruisce un’esperienza. Grazie a un apparato iconografico estremamente curato, mappe tematiche, itinerari suggeriti e contenuti extra accessibili tramite QR code, il libro diventa un vero e proprio viaggio multisensoriale.

Dai rooftop sospesi tra cupole e monumenti alle bakery scandinave dell’Esquilino, dalle pasticcerie d’autore ai giardini nascosti: ogni pagina restituisce una Roma diversa, più lenta, più gentile, più ispirata. Una città che si svela attraverso dettagli, luci e mise en place studiate per essere vissute – e fotografate.

La colazione come gesto culturale

Al centro del progetto c’è una visione precisa: la colazione come momento di riconnessione. Non solo nutrimento, ma pausa consapevole, spazio personale, lente attraverso cui osservare la città.

Come racconta l’autrice nell’introduzione, è “un rito di ricongiungimento con il mondo”. Un’affermazione che sintetizza perfettamente il cambio di paradigma: oggi sedersi a fare colazione significa scegliere un ritmo, un’estetica, un’esperienza.

E infatti il libro intercetta tutte le nuove esigenze contemporanee: opzioni vegane, gluten free, senza lattosio, locali pet friendly, spazi adatti al coworking e indirizzi pensati anche per famiglie.

Chi c’è dietro: Marika Milano

Romana, multimedia & graphic designer, esperta di comunicazione digitale e influencer marketing: Marika Milano è la mente e l’occhio dietro questo progetto.

Founder della pagina Instagram Breakfast & Coffee e del progetto Le Colazioniste, ha trasformato la colazione in un linguaggio visivo fatto di storytelling, immagini curate e flat lay iconici. Un percorso che l’ha portata anche a insegnare food styling e content creation, contribuendo a definire un’estetica ormai riconoscibile.

Il libro, bilingue italiano/inglese, è pensato sia per i romani sia per un pubblico internazionale: una guida pratica, ma anche un oggetto da collezione e una fonte di ispirazione visiva.

Un progetto che racconta un cambiamento

Da tempo, la colazione ha smesso di essere solo cappuccino e cornetto al banco. È diventata un momento di esplorazione urbana, un’occasione per scoprire nuovi quartieri, nuove formule di ospitalità, nuovi modi di vivere il tempo.

Con questa guida, Marika Milano intercetta e racconta perfettamente questa trasformazione: una Roma che evolve, che accoglie, che sperimenta.

E, in fondo, questo progetto ha anche un valore che va oltre la carta stampata. Ricordo ancora la prima volta in cui mi sono imbattuta nel suo profilo: per me era una fonte di grande ispirazione. Quelle immagini così curate, la luce, l’attenzione al dettaglio. A un certo punto ho deciso di fare un passo in più e ho partecipato anche a un suo workshop, per imparare a scattare fotografie così belle, lavorando con props e composizione.

Oggi vedere questo libro prendere forma fa un certo effetto.
Quanta strada hai percorso. Quante cose sono cambiate.

In bocca al lupo per tutto, Marika. ✨

Acquista il libro qui 

Enoteca a Nemi: Ivo’s Bar tra grandi vini, fragolino e tradizione laziale

Enoteca a Nemi: Ivo’s Bar tra grandi vini, fragolino e tradizione laziale

Nel cuore dei Castelli Romani, a Nemi, ci sono luoghi che non si limitano a esistere: raccontano. Ivo’s Bar Enoteca è uno di questi. Non è solo una destinazione per appassionati di vino, ma un punto di incontro tra memoria, territorio e visione. Un posto dove ogni bottiglia non è semplicemente scelta, ma interpretata.

Un’eredità che profuma di storia (e di miele)

Prima del vino, però, viene la terra. E ancora prima, l’ascolto.

La storia di Ivo De Sanctis affonda le radici in una tradizione familiare che risale addirittura al Settecento, con lo storico locale Lo Specchio di Diana. Una locanda che, ben prima delle mode contemporanee, incarnava già un concetto oggi inflazionato: l’esperienza. Accoglienza autentica, relazione umana, qualità senza compromessi.

Poi arrivano le api. Insieme al fratello, Ivo sviluppa un progetto apistico che è tutt’altro che accessorio: è una vera scuola di pensiero. Il miele – dal castagno ai millefiori di Velletri fino all’eucalipto del Lago di Fogliano – diventa uno strumento per leggere il territorio, comprenderne le sfumature, valorizzarne la biodiversità.

E anche l’estetica ha un ruolo chiave: i vasetti, realizzati a Deruta, sono piccoli oggetti d’arte, con richiami bizantini, raffaelleschi ed etruschi. Non è decorazione: è identità.

La svolta: dal silenzio del vino alla sua narrazione

C’è un dettaglio che cambia tutto: fino a dieci anni prima della svolta, Ivo il vino non lo beveva nemmeno.

Nel 2004 arriva la separazione dall’attività familiare. È un punto di rottura, ma anche di ripartenza. Prima un bar, poi – lentamente – prende forma l’enoteca. Il vero cambio di passo arriva nel 2014, con il corso da sommelier presso FISAR.

Non è solo formazione tecnica. È un cambio di linguaggio. Il vino diventa cultura, racconto, strumento per interpretare il territorio e comunicarlo. Ed è proprio qui che nasce l’identità di Ivo’s Bar Enoteca: un luogo dove la selezione è anche narrazione.

Una carta vini che è una mappa del mondo

Entrare da Ivo significa intraprendere un viaggio. Non uno qualunque: uno costruito su due direttrici precise – eccellenza territoriale e icone globali.

Da una parte, i grandi nomi italiani:

  • Antinori con il suo Tignanello
  • Tenuta San Guido con il Sassicaia
  • Ornellaia & Masseto
  • Biondi Santi
  • Il Marroneto

Dall’altra, l’aristocrazia francese:

  • Château Petrus, Latour, Margaux, Mouton
  • Le grandi firme di Borgogna come Faiveley e Chanson

Ma il punto non è impressionare. È scoprire. La vera forza della selezione sta nelle etichette meno battute, nei vitigni dimenticati, nelle piccole produzioni che raccontano storie ancora da ascoltare.

Fragole, liquori e identità

E poi c’è Nemi, che continua a fare ciò che le riesce meglio: trasformare la fragola in simbolo.

Da qui nasce il Fragolino di Nemi e una linea di prodotti, liquori e confetture, che hanno saputo superare i confini locali, portando un pezzo di territorio nelle fiere nazionali e internazionali. Un esempio concreto di come tradizione e mercato possano dialogare senza snaturarsi.

Un’anima digitale, un cuore ostinatamente umano

Oggi Ivo’s Bar Enoteca è anche online: una piattaforma che permette di acquistare vini italiani e internazionali, champagne e distillati selezionati con lo stesso rigore della bottega fisica.

Ma il punto non cambia.

Qui non si vende solo vino.
Si costruisce una relazione.
Si educa il gusto senza mai dimenticare il piacere.

E soprattutto, si continua a raccontare una storia che, tra api, bottiglie e memoria ha ancora molto da dire.

Drink Kong Campo Marzio: il cocktail bar più iconico di Roma conquista il centro storico

Drink Kong Campo Marzio: il cocktail bar più iconico di Roma conquista il centro storico

Se quel bancone potesse parlare, racconterebbe storie di notti romane, di ghiaccio che si rompe lento e di cocktail che sanno di viaggio. E adesso, quelle storie hanno un nuovo indirizzo: Drink Kong arriva a Campo Marzio, nel cuore più elegante e stratificato della Capitale.

In via dei Prefetti 22, nel pieno di Campo Marzio, apre il nuovo capitolo firmato Patrick Pistolesi. E no, non è una copia del locale di Monti: è un’evoluzione, più matura, più silenziosa, ma con lo stesso battito.

Nel cuore di Roma, ma con lo sguardo altrove

Campo Marzio è uno di quei quartieri dove Roma si mostra per quello che è: stratificata, teatrale, a tratti quasi irreale.
Ed è proprio qui che Drink Kong decide di inserirsi, portando dentro il centro storico un immaginario completamente diverso.

Appena entri, lo capisci subito. Il bancone è lungo, scenografico, quasi magnetico. Dietro, una bottigliera che sembra una parete luminosa. Tutto parla la lingua del Kong, ma con un tono più raffinato.

Il progetto porta la firma di Roberto Antobenedetto, che qui smussa l’anima più “street” del primo Drink Kong e la traduce in qualcosa di più sofisticato. Rimane quell’estetica sospesa tra cinema e futuro — sì, proprio quella vibe da Blade Runner — ma diventa più elegante, più controllata.

Un’atmosfera che ti porta lontano (anche restando a Roma)

Dentro Drink Kong Campo Marzio non sei mai davvero fermo.
Ogni stanza cambia ritmo, luce, sensazione.

C’è una lounge che invita a rallentare, con dettagli che citano l’architettura di Frank Lloyd Wright. C’è una zona più nascosta, quasi segreta, che strizza l’occhio al lato più oscuro del Kong, con richiami alle case tradizionali giapponesi.

E poi c’è lui, il Giappone, che torna ovunque: nei materiali, nei riferimenti, nei piccoli oggetti scelti con precisione quasi maniacale. Non è decorazione, è un linguaggio.

All’ingresso, il poster originale giapponese di Lost in Translation non è lì per caso. È una dichiarazione: guardare Roma con occhi stranieri, sentirsi fuori posto e perfettamente a casa nello stesso momento.

La vera protagonista resta sempre lei: la miscelazione

Poi, certo, si beve. E si beve bene.

La nuova drink list di Drink Kong Campo Marzio va dritta al punto: meno esercizi di stile, più sostanza.
Un ritorno ai classici, ma fatti come si deve. Precisi, puliti, contemporanei.

Il Gaijin resta una firma riconoscibile, ma è il Martini a prendersi la scena, con le sue diverse interpretazioni che qui diventano quasi un rito.

C’è anche spazio per gli aperitivi, per gli Champagne cocktail e per una proposta zero alcol pensata davvero, non messa lì per dovere.

Perché andarci (e tornarci)

Drink Kong Campo Marzio non è il classico “nuovo opening” da spuntare in lista.
È uno di quei posti che cambiano il modo in cui vivi la città.

È elegante ma non rigido, curato ma mai freddo, internazionale senza perdere Roma.
E soprattutto, riesce in una cosa rara: farti sentire dentro qualcosa, non solo dentro un locale.

Come direbbe Pistolesi, non è solo un bar.
È un piccolo universo.

Info utili

Drink Kong Campo Marzio
Via dei Prefetti 22, Roma

Aperto tutti i giorni dalle 17:00 all’01:00

Specialità pasquali a Roma (e dintorni): cosa mangiare tra colombe, pastiere e grandi lievitati

Specialità pasquali a Roma (e dintorni): cosa mangiare tra colombe, pastiere e grandi lievitati

scritto da Redazione

A Roma la Pasqua è una questione di profumi e gesti che si ripetono ogni anno. Nelle settimane che precedono la festa, pasticcerie e forni si riempiono di grandi lievitati, dolci della tradizione e specialità salate che raccontano un patrimonio gastronomico condiviso tra città e territorio. Dalla colomba artigianale alla pastiera, fino a casatielli e pizze al formaggio, il rito pasquale passa anche – e soprattutto – dalla tavola.

Se è vero che la colomba resta il simbolo per eccellenza, è altrettanto interessante osservare come ogni laboratorio la interpreti: c’è chi resta fedele alla ricetta classica e chi introduce variazioni contemporanee, lavorando su materie prime, lievitazioni e profili aromatici. Accanto ai dolci, resistono le preparazioni salate, protagoniste della colazione di Pasqua e delle gite fuori porta.

Ecco una selezione di indirizzi tra Roma e dintorni dove scoprire le migliori specialità pasquali, tra tradizione, tecnica e interpretazioni personali.

Pasticceria Max

 

Alla Pasticceria Max, storica insegna romana guidata da Massimo Toppi, la Pasqua ruota attorno ai grandi lievitati. La colomba è il prodotto simbolo: lavorata con lievito madre e lunghi tempi di lievitazione, si distingue per un impasto soffice e profumato, arricchito da ingredienti selezionati come vaniglia del Madagascar, miele d’acacia e scorze d’arancia semi-candite.
Accanto alla versione classica e a quella al cioccolato, trovano spazio varianti più creative – come la “Nuvola” senza canditi o le interpretazioni al rum e cioccolato – insieme ai grandi classici della tradizione pasquale, tra cui pastiera, casatiello e pizza al formaggio.

Via Publio Valerio, 34
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Bonci

La Pasqua firmata Gabriele Bonci porta nel mondo dei grandi lievitati la stessa attenzione che ha reso celebre la sua panificazione. Le colombe, disponibili nella versione tradizionale e al cioccolato, sono realizzate con lievito madre e lunghe lievitazioni che garantiscono leggerezza e grande digeribilità.
Non mancano i prodotti salati della tradizione, come casatiello e torta al formaggio, perfetti per la tavola delle feste o per una colazione di Pasqua in stile romano.

Via Trionfale, 36
Sito

Casa Manfredi

Da Casa Manfredi, la Pasqua è un dialogo tra tradizione e sensibilità contemporanea. Le colombe firmate da Giorgia Proia, proposte in diverse varianti, nascono da un attento lavoro su impasti e lievitazioni, con ingredienti selezionati e una cura evidente per l’equilibrio dei sapori. Accanto ai grandi lievitati, trova spazio una pastiera dalla consistenza più morbida e cremosa, grazie all’incontro tra ricotta e crema pasticcera, pensata per risultare delicata ma riconoscibile.

Completano la proposta le uova di cioccolato, realizzate con attenzione sia alla qualità che alla parte estetica, in linea con lo stile elegante della pasticceria.

Viale Aventino, 91/93
Via dei Conciatori, 5
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Cresci

In zona San Pietro, Cresci propone una colomba che punta tutto sulla tradizione più autentica. Nessuna variazione contemporanea, ma un lavoro preciso su impasto e materie prime: mandorla tostata, canditi profumati e una struttura soffice che restituisce un gusto pieno e riconoscibile. Una scelta ideale per chi cerca la Pasqua di una volta, senza reinterpretazioni. Disponibili anche pastiera, torta al formaggio e casatiello per non scontentare nessuno! 

Via Alcide de Gasperi, 11-17
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BAP

Da BAP, caffetteria contemporanea a due passi da Piazza Fiume, la colomba segue una filosofia “specialty” anche nel mondo dei lievitati. Lavorazione artigianale, lunghe lievitazioni e ingredienti di alta qualità danno vita a un impasto soffice e ben equilibrato, proposto nella versione classica.
Accanto al dolce, trovano spazio anche le specialità salate come casatiello e torta al formaggio, in linea con la tradizione pasquale.

Via Raffaele Cadorna, 5
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Cristalli di Zucchero

Nel quartiere Monteverde, Cristalli di Zucchero rappresenta una certezza per la pasticceria romana. Le colombe firmate dal pastry chef Marco Fontana si distinguono per eleganza e leggerezza: impasti soffici, profumi delicati e un equilibrio che le rende perfette anche come idea regalo. La versione classica resta la più rappresentativa.

Via di Val Tellina, 14
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Julietta Pastry & Lab

Per una Pasqua 2026 completamente plant based, Julietta Pastry & Lab – il laboratorio firmato Romeow Cat Bistrot – propone una selezione di grandi classici rivisitati in chiave vegetale. La colomba, disponibile nella versione tradizionale, è realizzata con lavorazione artigianale e soli ingredienti vegetali, mantenendo una struttura soffice e un profilo aromatico pulito.

Accanto al grande lievitato, la pastiera interpreta la tradizione con un approccio naturale e contemporaneo: frolla a base di ricotta di mandorle, grano bio, canditi e crema pasticcera vegetale, senza l’utilizzo di ingredienti di origine animale. Il risultato è un dolce equilibrato, delicato e coerente con la filosofia del laboratorio.

Le creazioni sono disponibili in pasticceria, con prenotazione consigliata, e ordinabili anche online.

Via Francesco Negri, 25/27
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Cappucciamo Circeo

Per la Pasqua, Cappucciamo propone una selezione di colombe artigianali che unisce tradizione, tecnica e grande attenzione alle materie prime. Il lievito madre, utilizzato quotidianamente, guida lavorazioni lente e controllate, garantendo impasti soffici, profumati e ben digeribili.

Tre le varianti: la classica, con arancia candita e glassa alle mandorle; la versione ai tre cioccolati, più contemporanea, con una copertura alla nocciola; e la colomba agrumata, fresca e aromatica, con note di limone, mandarino e arancia, arricchita da una glassa al cioccolato bianco e yuzu.

Un laboratorio in continua evoluzione, con una proposta coerente e curata. Le colombe sono disponibili anche con spedizione a domicilio.

Piazza John Fitzgerald Kennedy, 25 | San Felice Circeo
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Pasticceria Alba

A Viterbo, Pasticceria Alba porta avanti una tradizione familiare legata ai grandi lievitati, affiancando alle colombe classiche una proposta più originale: la Colombrilla®. Si tratta di un lievitato ricco e aromatico, caratterizzato da un impasto soffice arricchito con rum, marroni canditi e cioccolato fondente, pensato per chi cerca un gusto più intenso e strutturato.

Alla base c’è un lavoro attento sul lievito madre e sulle lavorazioni artigianali, che garantiscono fragranza e profondità aromatica. Accanto a questa creazione, restano disponibili anche varianti più tradizionali, per una proposta che unisce identità e sperimentazione.

Via Igino Garbini, 100
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Bignè di San Giuseppe a Roma: le pasticcerie dove assaggiarli

Bignè di San Giuseppe a Roma: le pasticcerie dove assaggiarli

scritto da Redazione

Con l’arrivo di marzo, nelle vetrine delle pasticcerie romane compare uno dei dolci più attesi dell’anno: il bignè di San Giuseppe. Legato alla festa del 19 marzo e alla tradizione popolare della città, questo dolce di pasta choux – fritto o al forno – viene farcito con crema pasticcera e spesso completato da un’amarena sciroppata. Un piccolo rituale che ogni anno riporta romani e curiosi davanti ai banchi delle migliori pasticcerie.

A Roma il bignè di San Giuseppe non è solo un dessert stagionale, ma un vero simbolo della pasticceria cittadina. Alcuni laboratori seguono fedelmente la ricetta più classica, con guscio fritto e crema abbondante, altri lavorano sulla leggerezza della pasta choux o sull’equilibrio della farcitura, mantenendo però sempre riconoscibile il carattere del dolce.

In vista della festa del papà, abbiamo selezionato alcune delle pasticcerie dove assaggiare i bignè di San Giuseppe a Roma: indirizzi storici e laboratori contemporanei che interpretano questa specialità con stili diversi, ma con la stessa attenzione alla qualità e alla tradizione.

Pasticceria Marinari

 

Storica insegna di quartiere tra Trieste e Africano, la pasticceria Marinari è uno di quei luoghi che custodiscono con orgoglio la tradizione romana. Qui il bignè di San Giuseppe segue la ricetta più classica: guscio di pasta choux dorato e leggermente croccante, crema pasticcera piena e profumata, amarena finale a completare il morso. Un dolce che non cerca reinterpretazioni ma punta sulla solidità di una tradizione ben eseguita.

Piazza Santa Emerenziana, 20
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Pasticceria Max

Nel quadrante sud-est della città, la Pasticceria Max è da anni un punto di riferimento per la pasticceria artigianale. Qui il bignè di San Giuseppe viene preparato con grande attenzione alla struttura della pasta choux e alla cremosità della farcitura, che rimane vellutata ma non eccessivamente dolce. Un indirizzo amato dai romani del quartiere, dove la festa del 19 marzo si celebra con un grande classico della tradizione.

Via Publio Valerio, 34
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Casa Manfredi

Casa Manfredi ha contribuito negli ultimi anni a rinnovare il linguaggio della pasticceria romana. Nel suo laboratorio, il bignè di San Giuseppe viene interpretato con precisione contemporanea: crema liscia e profumata di vaniglia, pasta choux equilibrata e una presentazione elegante che mantiene però il legame con la ricetta tradizionale.

Viale Aventino, 91/93
Via dei Conciatori, 5
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Pasticceria Regoli

Fondata nel 1916, Regoli è una vera istituzione della pasticceria romana. Tra maritozzi leggendari e vetrine sempre affollate, il bignè di San Giuseppe resta uno dei dolci simbolo del periodo. Qui viene preparato secondo la tradizione più ortodossa: fritto, generosamente farcito e rifinito con amarena, con quel gusto pieno e familiare che richiama la Roma delle feste di quartiere.

Via dello Statuto, 60

Roscioli Caffè Pasticceria

Nel cuore del centro storico, Roscioli Caffè porta la cura e la qualità del celebre marchio anche nel mondo della pasticceria. Il bignè di San Giuseppe qui si presenta elegante e perfettamente bilanciato: crema setosa, pasta choux leggera e una dolcezza misurata che lo rende ideale anche dopo un pranzo importante o accompagnato da un buon caffè.

Piazza Benedetto Cairoli, 16
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Gruè

Tra le pasticcerie contemporanee più apprezzate della città, Gruè è sinonimo di precisione tecnica e grande ricerca sugli ingredienti. I bignè di San Giuseppe rispecchiano questa filosofia: pasta choux impeccabile, crema profumata e consistenze sempre molto curate. Un dolce tradizionale che qui trova una lettura più raffinata, senza perdere la sua identità romana.

Viale Regina Margherita, 95
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Cresci

A due passi dal Vaticano, Cresci è noto soprattutto per pizza e panificazione, ma la pasticceria merita altrettanta attenzione. Nel periodo di San Giuseppe il banco si arricchisce dei classici bignè, preparati con pasta choux fragrante e una crema pasticcera generosa. Un indirizzo perfetto per chi vuole concedersi questo dolce simbolo dopo una passeggiata tra Borgo e San Pietro.

Via Alcide de Gasperi, 11/17
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Pasticceria D’Antoni

Tra i nomi storici della pasticceria capitolina, D’Antoni mantiene una forte impronta tradizionale. I bignè di San Giuseppe sono preparati seguendo la ricetta classica, con pasta fritta ben asciutta e una crema pasticcera ricca ma equilibrata. Un dolce che racconta la Roma delle feste familiari e delle pasticcerie di quartiere.

Via Dino Penazzato, 83h, 00177 Roma RM
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Pasticceria Sabotino

In zona Prati, Sabotino è una pasticceria che lavora con grande attenzione alla qualità delle materie prime e alla precisione delle preparazioni. Il bignè di San Giuseppe qui si distingue per l’equilibrio tra croccantezza e cremosità, con una crema piena ma non stucchevole che rende ogni morso sorprendentemente leggero.

Via Sabotino, 19/29
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Madeleine

Pasticceria dal gusto dichiaratamente francese, Madeleine interpreta il bignè di San Giuseppe con una sensibilità più contemporanea. La tecnica è impeccabile e la crema, profumata e setosa, valorizza una pasta choux leggera e delicata. Un indirizzo interessante per chi vuole assaggiare questo dolce romano in una versione leggermente più raffinata.

Via Monte Santo, 64
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Cocta Terrace: a Pietralata l’estate si vive tra cucina creativa, cocktail e moda vintage

Una terrazza nascosta nel cuore di Pietralata dove il cibo incontra la mixology, il vintage e la musica elettronica. Benvenuti da Cocta Risto Social Club.Roma continua a sorprendere anche lontano dai quartieri più battuti. Questa volta la scoperta arriva da...

Cocktails In The City arriva a Roma: tre giorni tra mixology, musica e creatività all’Orto Botanico

Dal cuore di Londra agli spazi verdi e suggestivi dell’Orto Botanico di Roma. Dal 15 al 17 maggio 2026 arriva nella Capitale la prima edizione italiana di Cocktails In The City, il festival internazionale dedicato alla cultura del bere contemporaneo che, dopo il...

Colazioni & brunch a Roma: la guida definitiva per scoprire i migliori indirizzi della Capitale

C’è un momento, a Roma, che più di altri racconta il carattere della città: la colazione. Non più solo un gesto veloce, ma un rituale contemporaneo fatto di estetica, gusto e scoperta. Ed è proprio da questa evoluzione che nasce Colazioni & brunch a Roma (Red...

Enoteca a Nemi: Ivo’s Bar tra grandi vini, fragolino e tradizione laziale

Nel cuore dei Castelli Romani, a Nemi, ci sono luoghi che non si limitano a esistere: raccontano. Ivo’s Bar Enoteca è uno di questi. Non è solo una destinazione per appassionati di vino, ma un punto di incontro tra memoria, territorio e visione. Un posto dove ogni...

Drink Kong Campo Marzio: il cocktail bar più iconico di Roma conquista il centro storico

Se quel bancone potesse parlare, racconterebbe storie di notti romane, di ghiaccio che si rompe lento e di cocktail che sanno di viaggio. E adesso, quelle storie hanno un nuovo indirizzo: Drink Kong arriva a Campo Marzio, nel cuore più elegante e stratificato della...