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Se vi dicessi che è possibile cenare nel carcere di Rebibbia?

OSTERIA DEGLI UCCELLI IN GABBIA
Il primo ristorante a Roma dentro un Istituto Penitenziario

 

Arrivi con la macchina in un lungo viale isolato, parcheggi.

Varchi un cancello e ti trovi gli occhi puntati addosso.

Le guardie all’ingresso principale non sono molto ospitali. Dopotutto stiamo entrando in un grigio Istituto penitenziario, non in un parco giochi.
Ti guardi intorno e vedi solo muri di cinta altissimi, ti senti in gabbia.

La preoccupazione principale delle guardie all’ingresso è che non vengano scattate foto prima di entrare, qui per me grande punizione. Nulla rispetto alle privazioni che subiscono le persone che sto per incontrare.

In piccoli gruppetti  entriamo nel carcere, consegniamo i nostri documenti, controllano il nostro abbigliamento. Non è possibile indossare abiti succinti o inappropriati. Il rischio è rimanere fuori. Ogni nostra azione viene studiata. Quando effettui la prenotazione devi fornire i dati anagrafici, chi ha precedenti penali o carichi pendenti non può entrare.

Lasciamo tutti i nostri effetti personali, finalmente qualcuno ci sorride e ci accompagna nell’area verde del carcere dove sarà servita la cena.

Entriamo e lì la senti la botta al cuore, la grande porta in ferro che si chiude dietro di te. Sei dentro. Sei in carcere. E per me sarà un’esperienza di sole poche ore. Percorriamo il lungo corridoio e scambio due parole con una guardia che mi racconta come sia difficile scegliere i detenuti che lavorano a questo progetto. Molte realtà difficili coabitano nel carcere. La scelta ricade su detenuti che non devono scontare pene per reati molto gravi e abbiamo una piccola esperienza nel settore enogastronomico.
Entro nell’area verde all’interno della casa circondariale di Rebibbia, dove settimanalmente i detenuti incontrano le loro famiglie, l’ambiente è curato in ogni dettaglio, ci sono tre tavoli rotondi con lunghe tovaglie bianche, candele e un sottofondo di musica eseguita da due carcerati.

La sensazioni e le emozioni all’improvviso cambiano, ti senti in un ambiente accogliente e per un istante dimentichi il carcere, le privazioni, l’assenza del contatto con la parte esterna.
Ci accolgono tre camerieri, sorridenti e felici, lo percepisci dal loro sguardo e dal modo in cui si pongono.
Sia la cucina che la sala sono affidata a persone che abbiamo una formazione nel settore enogastronomico.

La cena prevede un menù fisso con tre portate ed un dolce, acqua inclusa, il vino si paga in base al consumo e la cena ha un costo di 42,00 Euro.

I piatti sono tipici della cucina romana e non solo, vengono tutti realizzati con prodotti prevalentemente del circuito penitenziario. Durante la mia cena ho mangiato tortino di panzanella, bufala, salsa di basilico e granella di taggiasche, proseguito con le lasagnette di gricia al forno, con “Er pollo de Rebibbia a la romana co lì peperoni”, e per finire Tiramisù alle fragole con meringa.

La cena è stata abbondante, semplice e deliziosa. I camerieri erano molto simpatici e siamo riusciti a scambiare quattro chiacchiere. Come al mio solito l’ho riempito di domande e il suo spirito di ironia mi ha davvero colpito, volevo farlo sedere con noi, ma le regole sono regole.

La cena si è conclusa in allegria grazie alle bollicine, al vino e alla compagnia. Per un attimo siamo riusciti a dimenticare la grande lente che osservava ogni nostro movimento.

L’Osteria degli Uccelli in Gabbia nasce da un idea dell’associazione Men at Work onlus cooperativa sociale, in accordo con la Direzione di Rebibbia Nuovo Complesso. E’ all’aperto ed è attiva solo nel mese di giugno e luglio.

Perchè scegliere di mangiare e sostenere una cena nel carcere di Rebibbia?

Perchè tutti noi possiamo sbagliare, perché alcuni di noi commettono errori e siamo solo più fortunati perché riusciamo a “svangarla”. Mi sembra ovvio che non parlo di detenuti in carcere di massima sicurezza o per reati contro la persona. Dar uno scopo, un lavoro, un contatto con il mondo esterno è un bel regalo. Quindi ritengo che dobbiamo sostenere questo progetto e vi assicuro che per me è stata una bellissima esperienza, nonostante il colpo al cuore della porta in ferro con le sbarre che si è chiusa dietro di me appena varcata la soglia.

Torno per l’ultima cena in attesa di giudizio il 26 luglio, qualcuno vuol unirsi?

 

Osteria degli Uccelli in Gabbia

Casa circondariale di Rebibbia “Raffaele Cinotti”, in via Raffaele Majetti 70.

È richiesta la prenotazione almeno tre giorni prima

Info e prenotazioni: osteria@menatwork.coop.

 

 

 

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