Enoteca a Nemi: Ivo’s Bar tra grandi vini, fragolino e tradizione laziale

Nel cuore dei Castelli Romani, a Nemi, ci sono luoghi che non si limitano a esistere: raccontano. Ivo’s Bar Enoteca è uno di questi. Non è solo una destinazione per appassionati di vino, ma un punto di incontro tra memoria, territorio e visione. Un posto dove ogni bottiglia non è semplicemente scelta, ma interpretata.

Un’eredità che profuma di storia (e di miele)

Prima del vino, però, viene la terra. E ancora prima, l’ascolto.

La storia di Ivo De Sanctis affonda le radici in una tradizione familiare che risale addirittura al Settecento, con lo storico locale Lo Specchio di Diana. Una locanda che, ben prima delle mode contemporanee, incarnava già un concetto oggi inflazionato: l’esperienza. Accoglienza autentica, relazione umana, qualità senza compromessi.

Poi arrivano le api. Insieme al fratello, Ivo sviluppa un progetto apistico che è tutt’altro che accessorio: è una vera scuola di pensiero. Il miele – dal castagno ai millefiori di Velletri fino all’eucalipto del Lago di Fogliano – diventa uno strumento per leggere il territorio, comprenderne le sfumature, valorizzarne la biodiversità.

E anche l’estetica ha un ruolo chiave: i vasetti, realizzati a Deruta, sono piccoli oggetti d’arte, con richiami bizantini, raffaelleschi ed etruschi. Non è decorazione: è identità.

La svolta: dal silenzio del vino alla sua narrazione

C’è un dettaglio che cambia tutto: fino a dieci anni prima della svolta, Ivo il vino non lo beveva nemmeno.

Nel 2004 arriva la separazione dall’attività familiare. È un punto di rottura, ma anche di ripartenza. Prima un bar, poi – lentamente – prende forma l’enoteca. Il vero cambio di passo arriva nel 2014, con il corso da sommelier presso FISAR.

Non è solo formazione tecnica. È un cambio di linguaggio. Il vino diventa cultura, racconto, strumento per interpretare il territorio e comunicarlo. Ed è proprio qui che nasce l’identità di Ivo’s Bar Enoteca: un luogo dove la selezione è anche narrazione.

Una carta vini che è una mappa del mondo

Entrare da Ivo significa intraprendere un viaggio. Non uno qualunque: uno costruito su due direttrici precise – eccellenza territoriale e icone globali.

Da una parte, i grandi nomi italiani:

  • Antinori con il suo Tignanello
  • Tenuta San Guido con il Sassicaia
  • Ornellaia & Masseto
  • Biondi Santi
  • Il Marroneto

Dall’altra, l’aristocrazia francese:

  • Château Petrus, Latour, Margaux, Mouton
  • Le grandi firme di Borgogna come Faiveley e Chanson

Ma il punto non è impressionare. È scoprire. La vera forza della selezione sta nelle etichette meno battute, nei vitigni dimenticati, nelle piccole produzioni che raccontano storie ancora da ascoltare.

Fragole, liquori e identità

E poi c’è Nemi, che continua a fare ciò che le riesce meglio: trasformare la fragola in simbolo.

Da qui nasce il Fragolino di Nemi e una linea di prodotti, liquori e confetture, che hanno saputo superare i confini locali, portando un pezzo di territorio nelle fiere nazionali e internazionali. Un esempio concreto di come tradizione e mercato possano dialogare senza snaturarsi.

Un’anima digitale, un cuore ostinatamente umano

Oggi Ivo’s Bar Enoteca è anche online: una piattaforma che permette di acquistare vini italiani e internazionali, champagne e distillati selezionati con lo stesso rigore della bottega fisica.

Ma il punto non cambia.

Qui non si vende solo vino.
Si costruisce una relazione.
Si educa il gusto senza mai dimenticare il piacere.

E soprattutto, si continua a raccontare una storia che, tra api, bottiglie e memoria ha ancora molto da dire.

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