Sextantio cucina: territorio, memoria e ricerca nel cuore di Santo Stefano di Sextantio

Sextantio cucina: territorio, memoria e ricerca nel cuore di Santo Stefano di Sextantio

Sono passati tanti anni e non ve ne ho mai parlato davvero qui sul blog.
Forse perché, in fondo, volevo tenermelo un po’ per me questo luogo. Uno di quelli che quando li scopri senti il bisogno di proteggerli, di non esporli troppo, come si fa con le cose preziose.

Sextantio Albergo Diffuso per me è sempre stato questo: un luogo magico, fuori dal tempo, capace di catapultarti nel Medioevo senza artifici, senza scorciatoie. Tutto è rimasto com’era: i muri, le pietre, i letti, gli ambienti, i camini. Nessuna concessione alla nostalgia costruita, nessuna messa in scena. Solo autenticità.

Ci sono tornata tante volte, ho dormito in tante camere diverse, e ogni volta ho avuto la sensazione di abitare un frammento di storia rimasto intatto.
Ora però è arrivato il momento di raccontarlo. Perché oggi, con la cucina affidata a un grande chef e una comunicazione finalmente esplosa, non posso più tenermelo solo per me.

Ve lo dico chiaramente: dovete andare.

Prima però di parlarvi della grande novità gastronomica, voglio portarvi dentro questo luogo. Dentro il borgo. Dentro quell’atmosfera sospesa che rende Santo Stefano di Sessanio uno dei posti più affascinanti d’Italia.

Santo Stefano di Sessanio: un borgo medievale intatto nel Parco del Gran Sasso

Santo Stefano di Sessanio è un borgo fortificato medievale situato a oltre 1.250 metri di altitudine, all’interno del Parco Nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga. La sua struttura urbana nasce nel pieno Medioevo con il fenomeno dell’incastellamento: abitati d’altura protetti da mura, oggi tra gli ultimi esempi integri di paesaggio storico italiano.

Lo spopolamento e l’abbandono della montagna hanno paradossalmente preservato questo luogo dall’omologazione. Qui il tempo non è stato “ristrutturato”, ma conservato.

Il progetto Sextantio ha scelto una strada radicale: recuperare senza cancellare. Conservare le destinazioni d’uso originarie, occultare la tecnologia, utilizzare esclusivamente materiali di recupero, arredi poveri della montagna abruzzese. Persino le tracce del vissuto – le crepe, gli intonaci segnati, le stratificazioni – sono state mantenute per preservare l’anima autentica del borgo.

Gli interni delle stanze si ispirano alle fotografie etnografiche scattate negli anni ’20 dal linguista svizzero Paul Scheuermeier, e ogni dettaglio – dai materassi di lana alle coperte tessute a mano – racconta una storia reale.

Sextantio Cucina: nasce il ristorante del borgo

Dopo un periodo di soft opening, nel novembre 2025 inaugura ufficialmente Sextantio Cucina, il ristorante di Sextantio. Un progetto che rappresenta il completamento naturale di un percorso iniziato quasi vent’anni fa.

Alla guida della cucina c’è Dino Como, trentasei anni, abruzzese di Palena. Dopo quindici anni di formazione al fianco di Niko Romito, Dino Como sceglie di restare in Abruzzo per costruire una cucina personale, profonda, identitaria.

Una scelta tutt’altro che scontata, soprattutto oggi.

Territorio, Memoria, Ricerca: la filosofia di Sextantio Cucina

Sextantio Cucina si fonda su tre pilastri chiari e dichiarati: Territorio, Memoria, Ricerca.

Questa cucina nasce da un lavoro di studio avviato nel 2006 insieme al Museo delle Genti d’Abruzzo, che ha portato alla raccolta di oltre settanta ricette della tradizione agro-pastorale abruzzese, mai trascritte prima.

Ricette emerse dalla memoria orale degli anziani: piatti “poveri”, autarchici, basati su legumi, erbe spontanee, frutti dimenticati. Una cucina ciclica, legata al calendario agricolo e pastorale, fatta di piatti unici e conviviali, interrotta solo dall’abbondanza rituale delle feste.

Solo l’incontro con Dino Como ha reso possibile la rinascita di questi piatti, spesso privi di riferimenti gustativi certi. Un lavoro delicato, che richiede tecnica, sensibilità e la capacità di lavorare materie prime rare, antiche, ormai fuori dai circuiti della grande distribuzione.

Una cucina di montagna, essenziale e contemporanea

Quella di Sextantio Cucina è una cucina di montagna: essenziale, rigorosa, mai decorativa. Le materie prime vengono trasformate senza essere snaturate. Ogni piatto cerca profondità di gusto, equilibrio di consistenze, chiarezza espressiva.

L’autoproduzione è centrale:

  • orto Sextantio e piccole aziende agricole locali

  • semi antichi e varietà a libera impollinazione

  • erbe spontanee e specie fitomagiche

  • carni da allevamenti estensivi

  • vini di piccoli produttori indipendenti, con fermentazioni spontanee e viticoltura non interventista

I percorsi gastronomici sono due:

  • Radici, il menu filologico che ripropone le ricette del mondo agro-pastorale

  • Evoluzione, il percorso personale dello chef, che esplora la materia prima abruzzese con libertà tecnica e creativa

Perché andare a Sextantio oggi

Conosco Sextantio da anni. Ho abitato le sue stanze, acceso i suoi camini, dormito sotto le sue coperte ruvide e vere.
Ora sento che mancava solo una cosa: una cucina all’altezza di tutto questo.

Oggi quella cucina esiste. Ed è coerente, profonda, necessaria.
Sextantio Cucina non è un ristorante “da provare”, ma un’esperienza da vivere, come tutto il progetto Sextantio.

Per questo, oggi più che mai, ve lo dico senza esitazioni:
andate a Santo Stefano di Sessanio. Dormite nel borgo. Sedetevi a quella tavola.

Il tempo, lì, ha ancora qualcosa da raccontare.

Sextantio Albergo Diffuso
Via Principe Umberto
67020 Santo Stefano di Sessanio
Tel +39 0862 899112
Fax +39 0862 899656
www.sextantio.it

L’Ozio Ristora Roma: sei cucine, un palcoscenico di gusto al Talenti

L’Ozio Ristora Roma: sei cucine, un palcoscenico di gusto al Talenti

L’Ozio Ristora Roma: sei cucine, un palcoscenico di gusto al Talenti

A Talenti il buon cibo diventa spettacolo. Dal 28 gennaio, al primo piano dello storico Lo Zio d’America in via Ugo Ojetti, apre L’Ozio Ristora, un ristorante che unisce innovazione, convivialità e amore per la qualità in un unico grande spazio gourmet.

Un progetto firmato dalla famiglia Chiaretti, già nota per la catena Castoro Supermercati e per il Consorzio GROS, che dopo oltre sessant’anni nel settore alimentare decide di portare la propria esperienza nel mondo della ristorazione, con un approccio diretto, creativo e autentico.

“Abbiamo voluto creare un luogo dove il cliente possa sentirsi a casa, riscoprendo il piacere del tempo dedicato a sé e al buon cibo”, racconta Lia Chiaretti.

Il progetto: quando la cucina diventa spettacolo

Varcando la soglia di L’Ozio Ristora, si entra in un’oasi di calma e gusto, lontana dai rumori del traffico. Protagonista assoluta è la cucina a vista, posta al centro della sala come un vero e proprio palcoscenico gastronomico: un teatro di profumi, gesti e armonia, dove gli ospiti possono osservare la brigata di cucina all’opera.

Le ampie vetrate illuminano un ambiente caldo e accogliente, in cui il design contemporaneo dialoga con materiali naturali e tocchi eleganti, firmati dall’architetto Franco Costa della Costa Group.

Sei esperienze di gusto, un’unica filosofia

Come in un moderno mercato gourmet, il cliente può scegliere tra sei format gastronomici diversi, ognuno con la propria identità:

  • Friggitoria – Croccanti sensazioni: supplì, carciofo alla giudia, panelle e altre delizie fritte in olio altoleico, leggere e irresistibili.

  • Sana – Gusto e benessere: superfood, vasocottura e piatti equilibrati come il Baccalà Trasteverino o i legumi con alloro e melograno.

  • Primi Piatti – L’acqua bolle: comfort food e reinterpretazioni creative, dagli gnocchi alla vaccinara ai tagliolini con calamari e bottarga.

  • Fusion – Senza confini: contaminazioni internazionali, come i raviolini di agnello “Ricordi di Zighinì” e lo sgombro orientale con salsa hoisin.

  • Braceria – Gusto ardente: carni e pesci al Josper, con carbone di Quebracho bianco, tra cui Ribeye di Angus USA e pescato del giorno.

  • Pasticceria – L’ultima coccola: dolci classici rivisitati come la pera al vino rosso con crumble e l’éclair al tiramisù.

Lo chef Dino De Bellis: tradizione e creatività

A guidare la brigata è Dino De Bellis, chef romano dal pensiero moderno ma radicato nella tradizione. “L’idea era quella di creare un mercato contemporaneo, con una pluralità di offerte all’interno di un unico contenitore. Un luogo divertente e dinamico, che rispetti il prodotto e riduca gli sprechi”, racconta lo chef.

Particolare attenzione è dedicata anche al pane fatto in casa, tra pani, focacce e grissini di diverse tipologie, serviti caldi al tavolo.

Gastronomia e cantina: il piacere del fuori orario

Accanto al ristorante, La Gastronomia – Storie di cibo e vino completa l’esperienza: aperta dalle 11 alle 23, è perfetta per un pranzo veloce, un aperitivo o una cena informale. In carta, taglieri di salumi e formaggi d’eccellenza, dal prosciutto di Nero dei Nebrodi al Pecorino di Fossa di Sogliano DOP, accompagnati da vini, bollicine e cocktailselezionati.

La carta dei vini conta oltre 250 etichette, con 25 proposte al calice e una selezione Magnum. Un percorso tra cantine italiane e internazionali curato con passione e guidato da sommelier qualificati.

Architettura e atmosfera

Il restyling curato da Franco Costa ha dato vita a un ambiente elegante e immersivo: 300 mq, di cui 55 dedicati alla cucina, con sala principale, privé, banco bar e collegamento diretto con l’enoteca de Lo Zio d’America.
Materiali come grès nero effetto marmo e rovere massello dominano la scena, mentre l’illuminazione studiata crea un’atmosfera intima e accogliente.

“Ogni locale della famiglia Chiaretti è espressione del loro saper fare – racconta Franco Costa – e L’Ozio Ristora ne è la massima rappresentazione: un teatro sospeso nel gusto, dove la qualità è protagonista.”

L’Ozio Ristora – Info e Contatti

Indirizzo: Via Ugo Ojetti, 2 – Roma
Telefono: 06 824129
Orari ristorante: tutti i giorni 12.30-15.00 / 19.30-23.00
Orari gastronomia: 11.00-23.00

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TUCCA – Pizza e Cucina: la nuova coccola gourmet nel cuore dell’Aventino

TUCCA – Pizza e Cucina: la nuova coccola gourmet nel cuore dell’Aventino

TUCCA – Pizza e Cucina: la nuova coccola gourmet nel cuore dell’Aventino

Da pochi giorni Roma ha detto “daje” con stile. E lo ha fatto all’inaugurazione di TUCCA – Pizza e Cucina, il nuovo ristorante all’Aventino che promette di diventare la casa (gourmet) di chi ama la tradizione romana ma con un twist moderno e conviviale.

Dietro ai fornelli e al progetto ci sono Paolo Secondino e lo chef Simone Maddaleni, che hanno raccontato la loro idea di ristorazione “calda”, come un pranzo della domenica dalla nonna romana… ma servito con eleganza e attenzione ai dettagli,

Un viaggio tra i “Tucchetti” e la pizza romana

Durante la serata, gli ospiti hanno potuto assaggiare i celebri “Tucchetti”, piccoli assaggi che reinterpretano la tradizione in chiave creativa: crocchetta di patate, focaccia al padellino con mortadella, supplì, polpetta fritta di bollito, parmigiana e tante altre specialità.

Grande curiosità anche per la pizza romana di TUCCA, sottile e fragrante, pensata per valorizzare gli ingredienti e la stagionalità. Una pizza autentica e leggera, perfetta da condividere o da gustare fino all’ultimo morso.


Il nome? Diretto dall’antica Roma

Tucca” affonda le radici nella letteratura latina: negli Epigrammi di Marziale, rappresenta la golosità come espressione di felicità e convivialità. Oggi il ristorante reinterpreta questo spirito in chiave moderna, offrendo un’esperienza gastronomica che mette al centro la condivisione e il benessere.

Dalla colazione alla cena: TUCCA tutto il giorno

L’offerta gastronomica di TUCCA accompagna tutta la giornata:

  • Light lunch con piatti leggeri e veloci

  • Aperitivo con i Tucchetti e una drink list curata

  • Cena con un percorso completo tra cucina romana e pizza gourmet

Ad accompagnare i piatti, una selezione di birre artigianali, vini di qualità e cocktail che raccontano la filosofia del locale: tradizione sì, ma con stile.

“Daje ma con stile”

L’evento di presentazione è stato un successo: grande partecipazione, atmosfera festosa e un messaggio chiaro. TUCCA è tradizione romana senza cliché, reinterpretata in chiave contemporanea e raffinata. Un nuovo punto di riferimento per chi ama la buona tavola, la convivialità e i luoghi che sanno di casa.

TUCCA – Pizza e Cucina
Via dell’Aventino, Roma

Le Terrazze di Calamosca: dove anche Lucifero avrebbe preso un Negroni

Le Terrazze di Calamosca: dove anche Lucifero avrebbe preso un Negroni

Le Terrazze di Calamosca: dove anche Lucifero avrebbe preso un Negroni

C’è un posto a Cagliari che ha tutto quello che serve per diventare un’ossessione estiva (e non solo): la vista che ti lascia muta, la leggenda che fa venire i brividi, il cocktail giusto al momento giusto e un’atmosfera talmente suggestiva che ti verrebbe voglia di piantare lì la tua vita e aprire un chiosco di limonate.

Benvenuti a Le Terrazze di Calamosca, sunset bar con vista sul mare (e che vista!) e cuore pulsante della famiglia Porcu, custodi da generazioni di questo angolo incantato di Sardegna, dove anche il Diavolo – letteralmente – ha lasciato il segno.

Una leggenda con vista

Prima di iniziare a sorseggiare qualcosa con ghiaccio e botaniche, serve un po’ di contesto epico. La leggenda vuole che Lucifero, ammaliato dalla bellezza del Golfo di Cagliari, volesse appropriarsene. Ma l’arcangelo Michele, con la sua squadra di angeli multitasking, lo respinse in uno scontro che avrebbe fatto impallidire qualsiasi Marvel-movie.

Lucifero fu disarcionato in volo, e la sua sella – ops – cadde in mare, pietrificandosi nel promontorio che oggi tutti conoscono come la Sella del Diavolo. Un nome da dark fantasy, per un luogo di luce pura, che si staglia proprio davanti alle Terrazze, come a ricordare ogni giorno che qui la bellezza ha vinto sul resto

Le Terrazze: non il solito locale vista mare

Ora, potremmo limitarci a dire che Le Terrazze di Calamosca sono bellissime. Che si sviluppano su più livelli e al tramonto diventano l’epicentro dell’aperitivo più scenografico della città. Potremmo. Ma sarebbe riduttivo.

Perché qui c’è qualcosa in più. C’è una visione, portata avanti dai fratelli Porcu – Matteo, Alessandra e Massimiliano – che hanno trasformato un luogo di famiglia in un presidio di bellezza, accoglienza e consapevolezza.

Un cocktail? Sì, ma con memoria emotiva

Il vero colpo di scena arriva con i cocktail. Non sono solo buoni. Sono racconti liquidi. Ogni drink ha una storia, un profumo che evoca un’estate, un tramonto, una zia che raccoglieva mirto in campagna. I barman lavorano con spezie, agrumi, botaniche locali, fumo e sale, creando cocktail che sembrano cartoline da bere. Ci sono anche proposte stagionali e signature drink dedicati proprio a Calamosca, dove ogni sorso è un po’ diario di bordo della famiglia Porcu.

L’atmosfera è rilassata ma curata, con arredi minimal che lasciano spazio alla vera protagonista: la vista sul mare. C’è anche un dondolo in ferro battuto che fa capolino su una parete floreale (sì, è il posto perfetto per scattare quella foto), e durante l’estate non mancano eventi, serate a tema e dj set che fanno vibrare le terrazze senza mai snaturarle.

Sostenibilità, senza fare greenwashing

Quello che mi ha colpita davvero è che qui l’attenzione all’ambiente non è uno slogan da menù. È pratica quotidiana. La famiglia Porcu ha dato vita alla Fondazione Calamosca, per promuovere la salvaguardia dell’area, in collaborazione con Legambiente e altre realtà virtuose del territorio.

E poi c’è la battaglia contro lo spreco alimentare: Le Terrazze aderiscono a Too Good To Go, recuperando cibo di qualità non consumato durante eventi e trasformandolo in magic box per chi vuole mangiare bene e con coscienza. Insomma, si può essere fichi, sostenibili e pure buoni da mangiare. Chi l’ha detto che le tre cose si escludono?

Un luogo da vivere (e rivivere)

Le Terrazze di Calamosca non sono solo una destinazione. Sono un rituale. Di lentezza, di bellezza, di cura. Ci vai per un caffè e ti trattieni per un tramonto. Prenoti per un aperitivo e ti ritrovi a parlare di miti greci con un gin tonic in mano.

È il tipo di posto dove ti senti turista anche se sei di casa, e di casa anche se sei in vacanza. La vera magia? Quando te ne vai, hai già voglia di tornarci.

📍 Le Terrazze di Calamosca
Viale Calamosca 50, Cagliari
📞 351 7971172
🌐 terrazzecalamosca.com
🕒 Da giugno a settembre: aperitivo → dopocena

Controluce: il ristorante che va controcorrente nel cuore di Trastevere

Controluce: il ristorante che va controcorrente nel cuore di Trastevere

Controluce: il ristorante che va controcorrente nel cuore di Trastevere

Chi l’ha detto che a Trastevere si mangia solo carbonara e si finisce sempre nello stesso ristorante “per turisti”? A un anno esatto dall’apertura, Controluce si presenta al grande pubblico con una proposta gastronomica che vuole rompere gli schemi, riaffermando l’identità del quartiere come luogo di buona cucina.

Un secret spot lontano dal caos

Nascosto in via della Luce, tra San Francesco a Ripa e Santa Cecilia in Trastevere, Controluce è un vero secret spot. Una stradina silenziosa, fuori dai percorsi turistici, dove il tempo sembra essersi fermato. Il dehors sotto la vite australiana è già di per sé un invito a fermarsi. E all’interno, l’atmosfera è più da salotto di casa che da ristorante, con colori definiti, carta da parati inglese e una saletta riservata perfetta per eventi.

Un menu nuovo, con la firma stellata di Pierluigi Gallo

Per l’estate 2025, Controluce ha deciso di fare le cose in grande. A firmare il nuovo menu, insieme allo chef resident Edoardo Bellucci, c’è Pierluigi Gallo, stella Michelin del ristorante Achilli al Parlamento. Il risultato? Una carta fresca, elegante ma semplice, perfettamente in linea con lo stile del locale, impreziosita da qualche chicca firmata Gallo.

Tra i piatti da non perdere:

  • Manzo marinato, gel al Martini e misticanza

  • Maritozzo con pollo e peperoni

  • Spaghettoro affumicato Verrigni con salsa di peperone arrosto e limone caramellato

  • Kebab di polpo

  • Costine di suino marchigiano con fondo bruno ai lamponi

  • Trancio di baccalà con pomodoro costoluto Marinda

  • Terrina di coda alla vaccinara con spinaci alla romana

La cucina di Controluce: comfort, autenticità e creatività

Controluce propone una cucina italiana intima e riconoscibile, lontana tanto dalla ristorazione turistica quanto dai virtuosismi eccessivi. Il concetto di “comfort” è centrale: si cucina per far sentire le persone a casa, riscoprendo i sapori delle ricette delle nonne, ma con tecniche contemporanee e presentazioni curate. Ampio spazio alle verdure, attenzione al senza glutine e, naturalmente, una carbonara che si difende benissimo tra le migliori della città.

Dolci artigianali, con il cuore di Laura

I dolci non sono un capitolo secondario da Controluce, anzi. Laura Marasà, una delle due fondatrici, ha un passato in pasticceria e oggi firma personalmente tutte le proposte. Da provare assolutamente il Caffè Leccese: panna cotta al latte di mandorla, salsa al caffè e cacao, panna montata e mandorle caramellate. Servito in una tazza da tè di ceramica antica, come a casa di amici.

Una storia di amicizia e passione tutta al femminile

Dietro Controluce ci sono Laura Marasà e Simona Mochi, due amiche di lunga data che si sono conosciute nel 1992 sui banchi di Matematica alla Sapienza. Da allora hanno condiviso sogni, passioni e ricette, fino a concretizzare il progetto comune nel 2022. Oggi Laura è la padrona di casa in sala e regina dei dessert, mentre Simona cura la parte gestionale, con qualche incursione tra i tavoli.

Una squadra tutta romana (con contaminazioni)

Lo staff di cucina è composto dallo chef Edoardo Bellucci (classe ’93) e dal sous chef Francesco Luciani (classe ’90). Tutti romani, ma con radici in diverse regioni italiane: Trentino, Sicilia, Marche, Toscana, Abruzzo. Una contaminazione che si riflette anche nei fuori menu, con piatti come canederli, polenta, pallotte cacio e ova, verza marinata, pappa al pomodoro e cannoli siciliani.

Una carta dei vini che racconta l’Italia (ma con lo Champagne)

In continuità con la cucina, la carta dei vini – curata con il sommelier Stefano Parenti – valorizza piccole realtà italiane: tante etichette da scoprire, tra vitigni autoctoni e grandi classici. Il focus è su produttori indipendenti e regionali, dal Bellone laziale al Cesanese, fino ai grandi nomi toscani, piemontesi, siciliani. Unica eccezione alla regola: una bella selezione di Champagne. Presenti anche vini dolci e bollicine, sia Metodo Classico che Charmat.

Orari e info utili

Controluce è aperto a pranzo e a cena dalla domenica al giovedì; il venerdì e il sabato solo a cena. Si trova in via della Luce 44, a Trastevere.

DonnaE una terrazza segreta nel cuore di Roma

DonnaE una terrazza segreta nel cuore di Roma

Una terrazza segreta nel cuore di Roma

Roma è piena di terrazze. Alcune bellissime, altre instagrammabili, molte affollate. E poi c’è quella del DonnaE Bistrot: elegante, riservata, con vista sulle cose giuste (cioè: silenzio, arte e bollicine). Incastonata dentro l’Elizabeth Unique Hotel, a due passi da Piazza di Spagna, è uno di quei posti che non ti aspetti e che non vuoi più lasciare.

Colazioni lente, pranzi chic e aperitivi con le polpettine della nonna

Al DonnaE si comincia presto, dalle 7 del mattino, con colazioni serie: caffè buono, dolci fatti in casa, waffle, uova bio e un angolo salato per chi, come me, al risveglio sogna già un avocado toast. A pranzo, il menù si fa più sofisticato: piatti stagionali, ispirazioni romane e lucane (ma leggere, tranquille), vini selezionati e servizio sempre impeccabile.

Poi arriva lui: l’aperitivo sulla terrazza. Dalle 18:30 si alzano i calici e si assaggiano sfizi gourmet – tra cui le mitiche Polpettine DonnaE, ricetta originale della signora Elisabetta, nonna della proprietà. Un vero omaggio al comfort food di classe.

Brunch deluxe e cinecene sotto le stelle

Nel weekend il brunch diventa un appuntamento da segnare in agenda: si mangia bene, si beve Champagne (Palmer, mica bollicine a caso), si chiacchiera con calma. Il tutto a 50 euro: prezzo onesto per un’esperienza completa e curata.

E per chi ama cinema e forchetta, arriva anche il format CineCena: proiezioni all’aperto abbinate a piatti a tema. Si parte con Alberto Sordi, si prosegue con Basilicata Coast to Coast e si chiude con piatti pensati per raccontare – con gusto – la pellicola in corso.

La cucina di Riccardo Pepe: tradizione e twist

Dietro i fornelli c’è Riccardo Pepe, chef che mixa con intelligenza ricordi di infanzia, sapori lucani, romanità e tecniche contemporanee. Tra i piatti da provare:
Spaghettone con crema di cime di rapa, vongole e taralli al peperone crusco
Filetto di maialino con pancetta lucana
Cheesecake al peperone crusco (strano, sì. Ma funziona).

Quattro i menù degustazione (dai 65 ai 90 euro), con wine pairing extra da 40 euro. La carta vini, curata da Dario Chieffallo, celebra le eccellenze del Sud e piccoli produttori da scoprire, con un occhio di riguardo per le bollicine (e meno male).


In sintesi: perché andarci?

Perché il DonnaE Bistrot è uno di quei posti che riesce a essere elegante senza essere snob, raffinato ma accogliente, discreto eppure capace di stupire. È il posto perfetto per una cena speciale, un brunch da godere senza fretta, o semplicemente per sentirsi in vacanza anche solo per un paio d’ore.

Eventi sul tetto (con vista e calice)

Al DonnaE Bistrot, l’estate non è solo da mangiare ma anche da vivere. Ogni giovedì sera, la terrazza si accende con musica live: l’aperitivo diventa un pretesto per fermarsi, ascoltare e magari restare anche a cena (spoiler: ne vale sempre la pena).

CineCena: cinema e cucina, seduti comodi

Dal 15 maggio, parte CineCena, il format che mette insieme due piaceri senza tempo: un buon film e una buona cena. Si comincia con un classico di Alberto Sordi, servito con menù degustazione abbinato. Il 19 giugno invece si vola in Basilicata, con la proiezione di Basilicata Coast to Coast e buffet lucano per veri esploratori del gusto.

Rallenta. Respira. Ordina un altro calice.

Il DonnaE non è solo un ristorante: è un invito a rallentare. Tra una portata e una battuta, tra un’opera d’arte e una bollicina ben scelta, è il posto giusto per vivere Roma da un’altra prospettiva: quella tranquilla, intima, piena di dettagli da assaporare.

NDIRIZZO

DonnaE (c/O ELIZABETH UNIQUE HOTEL ROME)

Via delle Colonnette 35 – 00186 Roma www.ehrome.com Tel: +39 06 3223633 Fax: +39 06 3219979 Email: info@ehrome.com Aperto ogni giorno dalle 7:00 alle 12:30, a pranzo dalle 12:30 alle 18:30, all’aperitivo dalle 18:30 alle 20:00 e a cena dalle 20:00 in poi. Il brunch dal venerdì alla domenica dalle 11:30 alle 15:30 (55 euro).

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Le Terrazze di Calamosca: dove anche Lucifero avrebbe preso un NegroniC’è un posto a Cagliari che ha tutto quello che serve per diventare un’ossessione estiva (e non solo): la vista che ti lascia muta, la leggenda che fa venire i brividi, il cocktail giusto al momento...

Controluce: il ristorante che va controcorrente nel cuore di Trastevere

Controluce: il ristorante che va controcorrente nel cuore di TrastevereChi l’ha detto che a Trastevere si mangia solo carbonara e si finisce sempre nello stesso ristorante “per turisti”? A un anno esatto dall’apertura, Controluce si presenta al grande pubblico con una...

DonnaE una terrazza segreta nel cuore di Roma

Una terrazza segreta nel cuore di Roma Roma è piena di terrazze. Alcune bellissime, altre instagrammabili, molte affollate. E poi c’è quella del DonnaE Bistrot: elegante, riservata, con vista sulle cose giuste (cioè: silenzio, arte e bollicine). Incastonata dentro...

Paolo Gramaglia inaugura la nuova edizione di “Chef sotto le Stelle”

Paolo Gramaglia inaugura la nuova edizione di “Chef sotto le Stelle”Lunedì 26 maggio il ristorante panoramico del DoubleTree by Hilton Rome Monti ospita il primo appuntamento con lo chef stellato del President di PompeiRoma – Torna “Chef sotto le Stelle”, la rassegna...

Fradiavolo sbarca nel cuore di Roma: apre il nuovo ristorante a Trastevere

Fradiavolo sbarca nel cuore di RomaApre il nuovo ristorante a TrastevereContinua la crescita di Fradiavolo, tra i protagonisti della scena della pizza contemporanea: il marchio inaugura il suo 32° locale, il terzo nella Capitale, scegliendo un indirizzo d’eccezione...

Casa Brera: lusso e design nel cuore di Milano

Casa Brera: lusso e design nel cuore di MilanoNel cuore pulsante di Milano, a pochi passi dal Teatro alla Scala, ha recentemente aperto Casa Brera, un luxury lifestyle hotel gestito da Marriott International. Situato in Piazzetta Bossi, l'hotel rappresenta un connubio...

“U Sibbaresi”: il panettone che racconta la Calabria con sapori autentici

"U Sibbaresi”: il panettone che racconta la Calabria con sapori autenticiDaniele Campana, pizzaiolo di talento e imprenditore visionario di Corigliano Calabro, ha presentato un’innovativa creazione natalizia che unisce tradizione e valorizzazione del territorio: “U...