C’è chi fa la pizza romana, chi quella napoletana. E poi c’è chi prende il meglio di tutte e due. È questa l’idea di Papilla, pizzeria aperta nel 2022 all’Appio Latino, che in pochi anni è diventata un punto di riferimento del quartiere. Merito di una proposta curata, prezzi onesti e un’identità chiara. Dietro c’è Andrea Mecheroni, classe 1990. Ex geometra, ha mollato tutto per dedicarsi alla ristorazione. Con il pizzaiolo Mirko Pietrodarchi, conosciuti ai tempi della pizzeria 72 Ore, ha costruito un posto che mette il quartiere al centro, senza smettere di studiare l’impasto e gli ingredienti.
Una pizzeria di quartiere con l’anima vintage
Entri da Papilla e sembra di essere in un luogo vissuto. Non è un caso: arredi presi ai mercatini, mobili antichi, vinili, libri, un pianoforte d’epoca, perfino una vecchia radio di famiglia trasformata in giradischi. Tutta roba che racconta la passione di Andrea per la musica e gli oggetti con una storia. Il conto arriva tra le pagine di un libro di sonetti italiani. Lo staff indossa magliette con citazioni dei grandi classici della musica italiana. Dettagli piccoli, che creano un’atmosfera rilassata e familiare, senza sembrare forzati
La pizza “ibrida” che mette d’accordo tutti
Il punto forte resta la pizza, naturalmente. L’impasto nasce da farine 00, Manitoba e la tonda romana di Molino Iaquone. Lievitazione dalle 72 alle 120 ore. Il risultato? Una pizza che tiene la croccantezza della tradizione romana, ma con un cornicione più alto, quasi napoletano. Una via di mezzo che Andrea chiama semplicemente pizza all’italiana. Senza voler appartenere a una scuola sola. Nel menu ci sono pizze classiche e stagionali. Tra le più rappresentative: la Taggiasca, con fior di latte, pomodorini semisecchi, olive taggiasche e stracciatella. E l’Amatrigialla, che reinterpreta l’amatriciana con pomodorini gialli, guanciale croccante, pecorino romano e pepe. Per chi vuole sapori più decisi c’è la Squillacese: fior di latte, bomba calabrese, melanzane fritte, pancetta arrotolata e fontina.
Non solo pizza Da Papilla valgono anche i fritti.
I supplì in diverse varianti, insieme alle montanarine, da quella classica con pomodoro e parmigiano a quella con stracciatella, mortadella e pistacchio. L’aperitivo è pensato per il quartiere. Dalle 18 alle 20 puoi scegliere formule che abbinano drink e stuzzichini, fino all’Ape Papilla: montanarine, bruschetta, assaggio di margherita e cocktail. Roba da fermarsi prima di cena o per una pausa informale. Completa il tutto una selezione di vini dell’azienda Artico, in bottiglia o al calice.
Le due pizze speciali dell’estate
Per l’estate Papilla ha lanciato due pizze nuove, con un protagonista comune: i fichi. La prima è una focaccia con prosciutto crudo di Parma, fichi, glassa di aceto balsamico e fior di latte. Gioca sull’equilibrio tra dolce e salato. La seconda è per chi cerca un gusto più deciso: guanciale croccante, fichi, pecorino romano e pepe. Un incontro tra tradizione romana e frutta di stagione che funziona, e pure bene. Due proposte che raccontano la filosofia di Papilla: partire dalla tradizione, senza paura di reinterpretarla con leggerezza e stagionalità. Se cercate una pizzeria dove ritrovare il piacere della pizza di quartiere, ma con un impasto studiato e ingredienti selezionati, Papilla è uno di quegli indirizzi da segnare per la prossima cena all’Appio Latino.
Papilla Pizzeria
Via Veturia, 41/43, Roma
Servizio al tavolo 19:00-23:30
Servizio a domicilio 19:30-22:15
Lunedì chiuso
06 4543 0928










