Dovevano chiudermi in casa per farmi vivere
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Dovevano chiudermi in casa per farmi vivere

da | Apr 1, 2020 | In Evidenza, Tendenze

 

Dovevano obbligarmi con la forza a rimanere in casa per farmi capire che ci sono, esisto. 

Dovevano obbligarmi a non uscire per iniziare ad ascoltarmi. Per apprezzare ogni singolo istante che passo con me stessa. Per capire che nella mia credenza ci sono farfalle che hanno addirittura costruito un loro nido, che si possono conservare alimenti che risalgono addirittura al 2016 e che possiamo sentirci male se mangiamo qualcosa di aperto da almeno quattro anni.

Dovevano costringermi a rimanere a casa per pulire cassetti che avevano accumulato tante di quelle cose che neanche ricordavo di avere. Il mio motto durante la quarantena: “se non ricordavi di averlo, non è importante”. E ora riesco a guardare il fondo del cassetto.  

Dovevano obbligarmi a stare a casa per capire che, se non ci sono tanti soldi sul conto corrente, con soli 2 euro la pizza puoi fartela da sola e puoi mangiarne una teglia intera! 

Dovevano obbligarmi a stare casa per capire quanto tempo abbiamo perso, quanto tempo abbiamo sprecato. Tempo che non abbiamo riservato a noi, a leggere un buon libro o ad ascoltare il rumore del silenzio. Provate, è bellissimo il rumore del silenzio. 

Doveva arrivare una Pandemia, un’emergenza sanitaria mondiale per capire che non ci sono certezze, né sicurezze. Non dimenticherò mai la paura quando nel mio ufficio arrivarono le prime comunicazione dalla Cina. A dicembre abbiamo trasportato con i nostri autobus molti cittadini di Wuhan in giro per l’Europa. Abbiamo contribuito ad espandere questa Pandemia inconsapevolmente? Probabilmente si. 

A metà gennaio tutti i viaggi furono annullati, gli autisti messi in quarantena e intanto in Italia continuavamo incosapevolmente a vivere. Il turismo è stato il primo ad esser colpito da questo mostro, siamo la punta dell’iceberg e piano piano abbiamo trascinato nel baratro tutti i settori a noi collegati. Ma non capivamo quello che da lì a poco si sarebbe abbattuto e scrivevamo ovunque l’Italia non si ferma. Erano i primi di marzo quando mi hanno comunicato che anzichè licenziarmi mi avrebbero messo in cassa integrazione. Abbiamo pianto tanto quel giorno, in poco tempo la tua vita piena di certezze, sicurezze economiche tanto desiderata è crollata! Poi arrivano i decreti e i bollettini alle ore 18.00 della Protezione Civile e la disperazione che all’inizio era solo tua, ora viene condivisa da tutti. Ringrazio solo di non esser stata contagiata e se non riesci a pagare le bollette, la rata del condominio e l’affitto, amen! Sei viva! 

Che ne sarà di noi?  

Oggi dopo tre settimane di quarantena ho solo paura di quello che ci aspetterà dopo. Non è solo paura del futuro e di come pagherò tutto quello che sto rimandando, ho paura che tutto torni come prima, che le persone non capiscano l’importanza di dire un semplice “Ciao, come stai?”,  di porgere la mano a chi è in difficoltà. Spero che questo isolamento sia una rinascita per molti di noi. Personalmente mi sento una persona diversa, mi amo tanto, amo il mio tempo, amo ogni centrimetro della mia casa, che mi ha protetto in questo mese. E ringrazio ogni mattina di avere la possibilità di vivere e riabbracciare i miei genitori alla fine della quarantena. 

Ascoltiamo la nostra mente,

capiamo cosa vogliamo davvero e facciamo di tutto per averlo.

Nulla è impossibile, basta avere il coraggio

E dopo aver affrontato tutto questo ne avremo da vendere.

Ci risolleveremo, non mollate e amatevi tanto!!! 

 

 Foto di Roberto Marchionne

  

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Cibo e cervello, swing e fotografia

Il 22 ottobre sarà la volta di Cibo e cervello con Neurospritz, incontro dedicato al rapporto tra alimentazione e funzioni cerebrali, con Giovanni Morone e Luca Muzzioli del Nutrition Lab della Sapienza.

Il 23 ottobre si balla con Swinghaus: prima una lezione di Solo Jazz aperta anche ai principianti e poi, dalle 21, una Swing Night gratuita.

Il 27 ottobre, invece, macchina fotografica alla mano: Nicola Bernardi guiderà un workshop per imparare a raccontare il Mercato attraverso volti, dettagli, luci, piatti e atmosfere, passando dalla teoria agli scatti fino alla selezione e all’editing delle immagini. 

Quando il cibo arriva al cinema e sulla carta

Il 29 ottobre il protagonista sarà il cinema, con la proiezione del film di Gabriel Axel del 1987 e un incontro con Carlo Giuliano e Leonardo Fassi dedicato al modo in cui il grande schermo utilizza il cibo per raccontare relazioni, identità e trasformazioni. 

Il 3 novembre toccherà invece alla serigrafia con Nizza120: durante il laboratorio ogni partecipante contribuirà alla realizzazione di un poster dedicato ai dieci anni del Mercato e potrà portarne a casa una copia. Aperitivo compreso, naturalmente. 

A chiudere il calendario, il 4 novembre, sarà Letteratura e cibo: una sorta di trasmissione radiofonica dal vivo dedicata ai libri, condotta da Flavia Capone e Giovanni Villani, tra autori, editori, librai, musica e interventi del pubblico. 

Insomma, per spegnere dieci candeline Mercato Centrale Roma ha deciso di apparecchiare un mese intero. E questa volta nel menu non ci sono soltanto piatti e bicchieri, ma anche cinema, musica, libri, fotografia, ballo e creatività.

Gli appuntamenti si svolgeranno al Mercato Centrale Roma, in via Giovanni Giolitti 36. Alcune attività sono a pagamento e acquistabili online, mentre gli eventi gratuiti sono disponibili fino a esaurimento posti. 

MODALITÀ DI PARTECIPAZIONE

Le attività a pagamento saranno acquistabili online tramite ALOE  (https://app.aloesuite.com/it/app/widgets/1f1b6676-39f6-6892-bc7d-0a58a9feac02 ).

Gli eventi gratuiti saranno accessibili fino a esaurimento posti.

Per informazioni e prenotazioni: info.roma@mercatocentrale.it

MERCATO CENTRALE ROMA

Via Giovanni Giolitti 36, 00185 Roma RM

https://www.mercatocentrale.it/

 

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