Mercato Centrale Roma compie 10 anni: un mese di eventi tra cibo, vino, musica, arte e cultura

Mercato Centrale Roma compie 10 anni: un mese di eventi tra cibo, vino, musica, arte e cultura

Dieci anni nel cuore della città e un compleanno che non poteva limitarsi a una torta con le candeline. Mercato Centrale Roma festeggia i suoi primi 10 anni con un intero mese di appuntamenti, dal 10 ottobre al 10 novembre, trasformando gli spazi di via Giolitti in un grande laboratorio dove il cibo incontra vino, musica, fotografia, cinema, letteratura, danza, neuroscienze e artigianato. Testo incollato

Una scelta che racconta bene quello che il Mercato ha cercato di essere in questi dieci anni: non soltanto un posto dove mangiare, ma una piazza contemporanea aperta alla città, agli incontri e alle contaminazioni.

E il programma del decennale prende alla lettera questo concetto, con 10 eventi per 10 anni.

Si parte il 10 ottobre con Due Passi in Vigna

Ad aprire i festeggiamenti sarà, il 10 ottobre, un’edizione speciale di Due Passi in Vigna, che per l’occasione diventa un vero e proprio festival diffuso su tutti e tre i piani del Mercato.

Si comincia già dalla mattina con masterclass e laboratori dedicati agli incontri tra vino e cibo: dalla pizza con Luca Mastracci, alla tartare con Dennys Rodriguez, fino al supplì romano con Arcangelo Dandini. Spazio anche alla pasticceria, alla pasta fresca e alla cucina del Mediterraneo, naturalmente accompagnate da diversi abbinamenti nel calice.

Dalle 17 alle 23 cambia invece il ritmo: il Mercato diventa un percorso enogastronomico con banchi d’assaggio distribuiti tra primo e secondo piano e DJ set. Il biglietto per la degustazione costa 20 euro.

Dal brunch alla stand-up comedy

Il calendario continua l’11 ottobre con un brunch domenicale firmato dalla Cucina Mediterraneo, accompagnato dalla musica de La Sartoria Musique. 

Il 14 ottobre si cambia completamente registro con un laboratorio di ceramica: si potrà realizzare una tazza o una ciotola, scegliere gli smalti e concludere il workshop con un aperitivo.

Il 16 ottobre, invece, arriva la stand-up comedy con Pietro Sparacino, Sandro Canori e Cecilia Forastieri. Il titolo dice già parecchio: Ridere di gusto. Sul palco finiranno vizi, manie e ossessioni che ruotano intorno al cibo. E diciamolo: di materiale, quando si parla di noi italiani a tavola, ce n’è parecchio. 

Elephant: l’isola che non c’era a San Lorenzo

Elephant: l’isola che non c’era a San Lorenzo

Se è vero che nessun uomo è un’isola, forse questo nuovo locale lo è. È così che si presenta Elephant, piccolo ristorante aperto a fine gennaio 2026, che si inserisce nel panorama della ristorazione tra Tiburtino e San Lorenzo come una piccola oasi le cui parole d’ordine sono semplicità, stagionalità e convivialità.

Il locale nasce dalla stretta di mano di cinque soci, alcuni già ben inseriti nell’ambiente food & hospitality romano, e prende il nome da un’opera tanto singolare quanto memorabile: “Elephant Chooses to Stand on Your Car” dell’artista David Shrigley.

È l’immagine di un pachiderma che sceglie, con noncuranza, di accomodarsi sopra un’automobile: una scena tutt’altro che ordinaria, anzi spiazzante, in cui i protagonisti concettuali appartengono a due mondi agli antipodi,  la savana e la città, eppure si ritrovano, inaspettatamente, al centro della stessa visione.

Questa stessa dualità si respira nel piatto: nelle albicocche alla brace farcite con caprino all’aneto e sormontate da alici marinate, nella bruschetta di cervello con gremolada e limone confit, o nella lattuga alla brace con dressing, crumble di pane e bottarga. Proposte non convenzionali, eppure coerenti con il fil rouge di un menù dove la semplicità degli ingredienti fa da padrona — l’ennesima riprova che una materia prima ben selezionata, combinata con fantasia, può generare una proposta tanto variegata quanto interessante.

Labhalo Roma: la pokeria artigianale di Tor Tre Teste

Labhalo Roma: la pokeria artigianale di Tor Tre Teste

Ci sono posti che ti lasciano a bocca aperta due volte: la prima perché non te li aspetti di trovare proprio lì, la seconda perché ti fanno capire che avevi un’idea completamente sbagliata su una categoria gastronomica.

Labhalo è proprio uno di quei posti.

Siamo a Tor Tre Teste, nella periferia est di Roma, davanti al grande parco del quartiere. Un indirizzo lontano dalle rotte gastronomiche più battute della città, dove Alessandro Scardone ha deciso di creare qualcosa che va ben oltre una semplice pokeria.

E credetemi: chiamarla pokeria è decisamente riduttivo.

Un progetto nato dalle esperienze e dalla passione per l’alta cucina

Dietro Labhalo c’è Alessandro Scardone, un cuoco con un percorso professionale ricco di esperienze importanti tra Four Seasons Firenze, Imago dell’Hassler, collaborazioni nell’universo Ducasse e un viaggio negli Stati Uniti.

Dopo anni nell’alta ristorazione e nella gestione della birreria Retrogusto a Centocelle, ha deciso di tornare nel quartiere dove è cresciuto con un’idea precisa: rendere accessibili ingredienti, tecniche e sapori che troppo spesso vengono considerati di nicchia.

L’obiettivo non è stupire con effetti speciali, ma educare il palato attraverso un prodotto quotidiano.

Il poke? Non esiste, o meglio, esiste ma viene completamente rivisto

Alessandro preferisce parlare di “ciotola”, un termine più semplice e immediato, e si ispira alla filosofia giapponese dell’Omakase Shimasu, quel concetto che invita il cliente ad affidarsi completamente allo chef.

Non ci sono combinazioni standard o ricette preconfezionate. Ogni ciotola nasce al momento, costruita insieme al cliente, seguendo la stagionalità, la disponibilità delle materie prime e tanta voglia di sperimentare.

L’idea è liberare il poké dall’immagine delle grandi catene e dei soliti abbinamenti con salmone e avocado, trasformandolo in un piatto contemporaneo, artigianale e ricco di personalità.

Cosa si mangia a Labhalo

La formula è semplice, ma dietro c’è un lavoro enorme.

Si sceglie una base – riso bianco, riso nero, insalata oppure bao, taco o panino – e poi si costruisce il resto del piatto.

Le proteine ​​spaziano dal tataki di tonno alla ceviche, dai gamberi affumicati alla pancia di maiale cotta a bassa temperatura, fino al pollo alla cacciatora, al roast beef di Angus marinato, alle tartare e al pescato del giorno.

Il vero spettacolo, però, è il bancone.

Kimchi, cetrioli coreani, sunomono, hummus, papaya marinata, pak choi, pomodori confit affumicati, fermentazioni, salse preparate in casa e tantissimi ingredienti che raccontano cucine diverse senza perdere equilibrio.

Accanto alle ciotole ci sono anche gyoza, onigiri, takoyaki, nachos, pollo fritto e altri piccoli sfizi internazionali.

Anche la carta delle bevande segue la stessa filosofia, con kombucha artigianale, birre di produttori indipendenti e una selezione di vini in continua evoluzione.

Un progetto che parla anche di quartiere e comunità

La cosa che colpisce di più è che Labhalo non nasce soltanto per servire buon cibo.

Nasce con l’idea di creare cultura gastronomica e, allo stesso tempo, contribuire alla valorizzazione di Tor Tre Teste, dimostrando che qualità, ricerca e innovazione non appartengono esclusivamente al centro di Roma.

È un progetto profondamente legato al territorio e alla volontà di creare una rete tra commercianti, residenti e attività del quartiere.

Il mio errore

Ci sono locali che vale la pena cercare, anche se non sono sotto casa.

Lablalo è uno di questi.

È uno di quei posti che non ti aspetti di trovare in una periferia romana e che, invece, riescono a sorprenderti fin dal primo sguardo al bancone. Si percepiscono immediatamente la passione, lo studio e l’amore che Alessandro mette nel suo lavoro. Ogni preparazione racconta ricerca, ogni ingrediente ha un motivo per essere lì e nulla è lasciato al caso.

Dirvi che è “super consigliato” sarebbe quasi riduttivo. È uno di quegli indirizzi che meritano il viaggio e che dimostrano come oggi alcune delle idee più interessanti della ristorazione romana stanno nascendo proprio fuori dai percorsi più scontati.

LABHALO
Aperti dal lunedì al sabato a pranzo (12-15) e dal mercoledì al sabato a cena (19-22)
Via Giuseppe Candiani, 69, 00155 Roma RM
T.327 457 6545
Instagram

Papilla, la pizzeria dell’Appio Latino dove la pizza è a metà strada tra Roma e Napoli

Papilla, la pizzeria dell’Appio Latino dove la pizza è a metà strada tra Roma e Napoli

C’è chi fa la pizza romana, chi quella napoletana. E poi c’è chi prende il meglio di tutte e due. È questa l’idea di Papilla, pizzeria aperta nel 2022 all’Appio Latino, che in pochi anni è diventata un punto di riferimento del quartiere. Merito di una proposta curata, prezzi onesti e un’identità chiara. Dietro c’è Andrea Mecheroni, classe 1990. Ex geometra, ha mollato tutto per dedicarsi alla ristorazione. Con il pizzaiolo Mirko Pietrodarchi, conosciuti ai tempi della pizzeria 72 Ore,  ha costruito un posto che mette il quartiere al centro, senza smettere di studiare l’impasto e gli ingredienti.

Una pizzeria di quartiere con l’anima vintage

Entri da Papilla e sembra di essere in un luogo vissuto. Non è un caso: arredi presi ai mercatini, mobili antichi, vinili, libri, un pianoforte d’epoca, perfino una vecchia radio di famiglia trasformata in giradischi. Tutta roba che racconta la passione di Andrea per la musica e gli oggetti con una storia. Il conto arriva tra le pagine di un libro di sonetti italiani. Lo staff indossa magliette con citazioni dei grandi classici della musica italiana. Dettagli piccoli, che creano un’atmosfera rilassata e familiare, senza sembrare forzati

La pizza “ibrida” che mette d’accordo tutti

Il punto forte resta la pizza, naturalmente. L’impasto nasce da farine 00, Manitoba e la tonda romana di Molino Iaquone. Lievitazione dalle 72 alle 120 ore. Il risultato? Una pizza che tiene la croccantezza della tradizione romana, ma con un cornicione più alto, quasi napoletano. Una via di mezzo che Andrea chiama semplicemente pizza all’italiana. Senza voler appartenere a una scuola sola. Nel menu ci sono pizze classiche e stagionali. Tra le più rappresentative: la Taggiasca, con fior di latte, pomodorini semisecchi, olive taggiasche e stracciatella. E l’Amatrigialla, che reinterpreta l’amatriciana con pomodorini gialli, guanciale croccante, pecorino romano e pepe. Per chi vuole sapori più decisi c’è la Squillacese: fior di latte, bomba calabrese, melanzane fritte, pancetta arrotolata e fontina.

Non solo pizza Da Papilla valgono anche i fritti.

I supplì in diverse varianti, insieme alle montanarine, da quella classica con pomodoro e parmigiano a quella con stracciatella, mortadella e pistacchio. L’aperitivo è pensato per il quartiere. Dalle 18 alle 20 puoi scegliere formule che abbinano drink e stuzzichini, fino all’Ape Papilla: montanarine, bruschetta, assaggio di margherita e cocktail. Roba da fermarsi prima di cena o per una pausa informale. Completa il tutto una selezione di vini dell’azienda Artico, in bottiglia o al calice.

Le due pizze speciali dell’estate

Per l’estate Papilla ha lanciato due pizze nuove, con un protagonista comune: i fichi. La prima è una focaccia con prosciutto crudo di Parma, fichi, glassa di aceto balsamico e fior di latte. Gioca sull’equilibrio tra dolce e salato. La seconda è per chi cerca un gusto più deciso: guanciale croccante, fichi, pecorino romano e pepe. Un incontro tra tradizione romana e frutta di stagione che funziona, e pure bene. Due proposte che raccontano la filosofia di Papilla: partire dalla tradizione, senza paura di reinterpretarla con leggerezza e stagionalità. Se cercate una pizzeria dove ritrovare il piacere della pizza di quartiere, ma con un impasto studiato e ingredienti selezionati, Papilla è uno di quegli indirizzi da segnare per la prossima cena all’Appio Latino.

Papilla Pizzeria
Via Veturia, 41/43, Roma
Servizio al tavolo 19:00-23:30
Servizio a domicilio 19:30-22:15 
Lunedì chiuso
06 4543 0928

 

A Roma apre Fragolandia: la prima fragoleria dove un bacio vale una coppa di fragole

A Roma apre Fragolandia: la prima fragoleria dove un bacio vale una coppa di fragole

Dimenticate il portafogli. A Roma, almeno per un po’, potrebbe bastare un bacio per concedersi un dessert. Venerdì 17 luglio apre infatti Fragolandia, nuovo format interamente dedicato alle fragole, che inaugura il suo primo punto vendita nella Capitale con un’idea destinata a far parlare: fino al 31 agosto 2026, chi si scambierà un bacio con il proprio partner seguendo la speciale iniziativa del locale riceverà una coppa di fragole in omaggio.

L’appuntamento è in Via Statilio Ottato 14, dove dalle ore 19 prenderà il via l’opening ufficiale accompagnato dalla presenza di Sabrina Bambi, speaker di R101, attrice e content creator, scelta come madrina dell’inaugurazione.

Il “bacio alla fragola”

L’idea richiama una delle immagini romantiche più iconiche del cinema adolescenziale: due persone che si baciano tenendo una fragola tra le labbra. Per partecipare sarà necessario ricreare il “bacio alla fragola”, fotografare il momento, pubblicarlo sui social taggando Fragolandia e ricevere così una coppa di fragole personalizzata con creme e topping.

L’iniziativa sarà valida fino al 31 agosto, trasformando un semplice gesto d’affetto in una curiosa forma di “pagamento”.

Un locale dedicato solo alle fragole

Fragolandia porta a Roma un format già diffuso in Spagna: uno street food monotematico in cui tutto ruota attorno alle fragole fresche.

Le protagoniste sono fragole italiane, servite in bicchiere e personalizzabili con creme, cioccolato e numerosi topping. L’obiettivo è quello di creare un’esperienza veloce ma anche fortemente orientata ai social, con ambienti pensati per fotografie e contenuti condivisibili.

Tra gli elementi più riconoscibili del locale ci sono lo specchio selfie con la scritta “Ho la testa tra le fragole”, installazioni colorate e dettagli studiati per diventare sfondo di foto e video.

Sabrina Bambi inaugura Fragolandia

Ad animare la serata inaugurale sarà Sabrina Bambi, volto radiofonico di R101 e fondatrice, insieme a Debora Mazzocchi, del duo comico Palla e Chiatta, diventato popolare online grazie a milioni di visualizzazioni.

Durante l’opening raccoglierà le reazioni del pubblico e accompagnerà i primi clienti alla scoperta del nuovo format.

L’appuntamento

L’inaugurazione di Fragolandia è in programma venerdì 17 luglio 2026 dalle ore 19 in Via Statilio Ottato 14, Roma.

E se state pensando di andarci in coppia, ricordate una cosa: fino al 31 agosto, un bacio potrebbe essere il modo più dolce per pagare il dessert.

Dieci libri, dieci luoghi, dieci esperienze da vivere nell’estate 2026

Dieci libri, dieci luoghi, dieci esperienze da vivere nell’estate 2026

Non solo letture da mettere in valigia: ogni libro ha il suo luogo ideale, un piatto da assaporare e una colonna sonora da ascoltare. Perché leggere significa anche vivere un’atmosfera.

Ci sono libri che si divorano in una notte e altri che chiedono di essere assaporati lentamente, tra il rumore delle onde, il profumo del caffè o il silenzio di un giardino. L’estate è il momento perfetto per rallentare e concedersi quel lusso sempre più raro: leggere senza fretta.

Per questa selezione non abbiamo scelto semplicemente dieci titoli da portare in vacanza. Abbiamo immaginato dieci esperienze, perché ogni storia ha un’atmosfera che merita di essere vissuta fino in fondo. A ogni libro abbiamo abbinato un luogo in cui leggerlo, un piatto o un drink da gustare e una colonna sonora capace di accompagnarne le emozioni.

Che siate sotto l’ombrellone, in montagna, in una caffetteria o su una terrazza al tramonto, l’importante è trovare il posto giusto per lasciarsi trasportare dalle pagine.

Perché i libri, proprio come i viaggi, non si misurano in chilometri, ma nelle emozioni che riescono a lasciare.

1. L’educazione delle farfalle – Donato Carrisi

Donato Carrisi torna con un romanzo che unisce suspense e introspezione. La storia si sviluppa attorno ai legami familiari, ai segreti e alle paure che spesso si nascondono dietro una vita apparentemente normale. La tensione cresce pagina dopo pagina, grazie a una scrittura coinvolgente e a una narrazione ricca di colpi di scena. È il libro perfetto per chi ama i thriller psicologici che fanno riflettere, oltre che tenere con il fiato sospeso. Una lettura da iniziare sotto l’ombrellone… con il rischio concreto di finirla in un solo weekend.

Dove leggerlo Su una terrazza al tramonto, quando il silenzio rende ogni pagina ancora più intensa.

Cosa ordinare Un French 75.

Da ascoltare con Franco Battiato

2. Non ti faccio niente – Paola Barbato

Paola Barbato è una maestra nel costruire thriller che scavano nella mente dei personaggi. Non ti faccio niente parte da un’idea tanto semplice quanto inquietante e accompagna il lettore in una storia dove ogni certezza viene messa in discussione. Tutto ha inizio negli anni Ottanta, quando un uomo rapisce decine di bambini, li tiene con sé per tre giorni e poi li restituisce alle famiglie, illesi. Il misterioso sequestratore scompare nel nulla e il caso rimane irrisolto. Trent’anni dopo, però, la storia si ripete con una terribile differenza: questa volta i figli di quei bambini vengono rapiti e tornano a casa senza vita. È da questo inquietante intreccio tra passato e presente che prende forma uno dei thriller più riusciti di Paola Barbato. La scrittura è incalzante, i capitoli scorrono veloci e la tensione cresce fino all’ultima pagina, mentre il lettore cerca di capire chi si nasconda dietro quella scia di sangue e quale legame unisca tutte le vittime. Un romanzo che non punta solo sul mistero, ma esplora anche il senso di colpa, la memoria e le paure più profonde di ogni genitore.

Il ritmo è serrato, i capitoli sono brevi e la tensione cresce senza mai concedere una vera pausa. È uno di quei romanzi che si iniziano “per dare un’occhiata” e che finiscono per tenerti sveglio fino a tardi.

Dove leggerlo Su una terrazza al tramonto o in un giardino silenzioso, quando intorno cala il buio e ogni rumore sembra amplificare la suspense.

Cosa ordinare: un Negroni.

Colonna sonora: Afterhours 

3. Finché il caffè è caldo – Toshikazu Kawaguchi

In una piccola caffetteria di Tokyo è possibile tornare indietro nel tempo, ma solo seguendo poche e rigide regole. Da questa premessa nasce un romanzo delicato e sorprendente, che parla di rimpianti, seconde occasioni e del valore delle parole che spesso non troviamo il coraggio di dire. Una lettura che invita a rallentare e che, con semplicità, riesce a lasciare il segno. Perfetto per chi ama le storie capaci di emozionare senza mai eccedere.

Dove leggerlo: in una caffetteria tranquilla o durante una lenta mattina d’estate.

Cosa ordinare: un caffè filtro.

Colonna sonora: “Nuvole Bianche” – Ludovico Einaudi

4. La stanza dei kimono – Yuka Murayama

Questo romanzo è un invito a entrare nella cultura giapponese attraverso una storia fatta di tradizioni, memoria e legami familiari. Yuka Murayama costruisce un racconto elegante, dove ogni dettaglio ha un significato e il kimono diventa il filo conduttore tra passato e presente. Una lettura lenta, mai pesante, che conquista per la sua delicatezza e per la capacità di trasmettere emozioni con poche parole.

Dove leggerlo: in un luogo immerso nel verde.

Cosa ordinare: tè verde giapponese.

Colonna sonora: Giovanni Allevi

5. Ludovico Einaudi. Le onde. Il continuo divenire di una musica infinita – Paolo Gresta

Più che una biografia, è un viaggio nell’universo creativo di Ludovico Einaudi. Il libro racconta il percorso umano e artistico di uno dei compositori italiani più apprezzati al mondo, ripercorrendo le tappe che hanno dato vita alle sue opere più celebri. È una lettura che parla di musica, ispirazione e ricerca, ideale sia per chi conosce già Einaudi sia per chi desidera avvicinarsi alla sua poetica.

Dove leggerlo: in una caffetteria luminosa, con le cuffie nelle orecchie.

Cosa ordinare: un caffè filtro.

Colonna sonora ovviamente Ludovico Einaudi

6. L’amore a due passi – Catena Fiorello

Catena Fiorello racconta una storia che profuma di Sud, di estati italiane e di seconde possibilità. Tra paesaggi assolati, personaggi autentici e dialoghi vivaci, il romanzo accompagna il lettore in un viaggio dove i sentimenti si intrecciano con la voglia di ricominciare. Una lettura leggera ma mai superficiale, ideale per chi cerca una storia capace di far sorridere e riflettere allo stesso tempo.

Dove leggerlo: all’ombra di un ulivo o su una terrazza vista mare.

Cosa ordinare: un calice di rosato pugliese.

Colonna sonora Carmen Consoli

7. Io che amo solo te – Luca Bianchini

Un matrimonio in Puglia diventa il punto di partenza per una storia corale, fatta di amori, segreti di famiglia e situazioni irresistibilmente ironiche. Luca Bianchini racconta il Sud con leggerezza e grande capacità di osservazione, regalando personaggi in cui è facile riconoscersi. È uno di quei romanzi che trasmettono immediatamente il profumo dell’estate e la voglia di partire.

Dove leggerlo: in riva al mare, con il rumore delle onde in sottofondo.

Cosa ordinare: burrata, focaccia e un calice di vino bianco.

Colonna sonora: Sergio Endrigo

8. Ho paura anche io – Angidemon

Alan e Xena sono due anime agli antipodi. Lui è impulsivo, provocatorio e abituato a nascondere ogni fragilità dietro una corazza di cinismo. Lei è razionale, segnata da un passato doloroso che la conduce in una clinica di riabilitazione, dove le loro strade finiscono per incrociarsi. Da quel momento prende vita un romanzo intenso, che alterna momenti di leggerezza ad altri più profondi, affrontando temi come il dolore, la rinascita, la salute mentale e la fiducia negli altri. Una storia d’amore che va oltre il romanticismo tradizionale e racconta come, a volte, le persone più diverse possano diventare l’una il punto di svolta dell’altra.

Dove leggerlo: su una spiaggia al tramonto, con il rumore delle onde in sottofondo. L’oceano, così presente nella storia di Alan, è il luogo ideale per lasciarsi trasportare da questo romanzo.

Cosa ordinare: una poke bowl e un’acqua di cocco fresca, per richiamare l’atmosfera californiana del libro.

Colonna sonora: Negramaro

9. Le età di Lulù – Almudena Grandes

Pubblicato per la prima volta nel 1989, Le età di Lulù è diventato un classico della narrativa contemporanea. Attraverso la storia di Lulù, Almudena Grandes racconta il passaggio dall’adolescenza all’età adulta con uno stile intenso e senza filtri. Amore, desiderio, dipendenza affettiva e ricerca della propria identità si intrecciano in un romanzo che ha fatto discutere fin dalla sua uscita e che ancora oggi conserva una sorprendente forza narrativa. Una lettura coinvolgente, destinata a chi ama i personaggi complessi e le storie che non hanno paura di esplorare anche gli aspetti più fragili e contraddittori dell’animo umano.

Dove leggerlo: su un balcone affacciato sui tetti di una città, nelle ore più fresche della sera, con un calice di vino e il tempo di lasciarsi trasportare dalla storia.

Cosa ordinare: un calice di Rioja o di Tempranillo accompagnato da un tagliere di jamón iberico e formaggi spagnoli, per richiamare le atmosfere madrilene del romanzo.

Colonna sonora: Ana Belén.

10. Il custode – Niccolò Ammaniti

Con Il custode, Niccolò Ammaniti torna a raccontare l’adolescenza, ma lo fa intrecciando realtà, mistero e una vena quasi fantastica che rende il romanzo magnetico. Protagonista è Nilo Vasciaveo, tredicenne che vive con la madre e la zia in un piccolo borgo della Sicilia. Dietro la loro apparente normalità si nasconde una missione tramandata da generazioni: custodire un segreto antico e pericoloso. L’arrivo di Arianna e della figlia Saskia sconvolge un equilibrio fragile e costringe Nilo a confrontarsi con il primo amore, il desiderio di libertà e il peso di un destino che non ha scelto. Ammaniti costruisce una storia intensa e coinvolgente, dove suspense, emozione e crescita personale si fondono in una narrazione che cattura fin dalle prime pagine.

Dove leggerlo: su una spiaggia della Sicilia occidentale, nelle ore più calde del pomeriggio, quando il mare è immobile e il silenzio amplifica ogni sensazione.

Cosa ordinare: una granita al limone con brioche o una granita alle mandorle, per immergersi completamente nell’atmosfera siciliana.

Colonna sonora: Niccolò Fabi

Se desideri acquistare uno di questi libri accedi alla mia lista Amazon

 

Mercato Centrale Roma compie 10 anni: un mese di eventi tra cibo, vino, musica, arte e cultura

Dieci anni nel cuore della città e un compleanno che non poteva limitarsi a una torta con le candeline. Mercato Centrale Roma festeggia i suoi primi 10 anni con un intero mese di appuntamenti, dal 10 ottobre al 10 novembre, trasformando gli spazi di via Giolitti in un...

Elephant: l’isola che non c’era a San Lorenzo

Se è vero che nessun uomo è un'isola, forse questo nuovo locale lo è. È così che si presenta Elephant, piccolo ristorante aperto a fine gennaio 2026, che si inserisce nel panorama della ristorazione tra Tiburtino e San Lorenzo come una piccola oasi le cui parole...

Labhalo Roma: la pokeria artigianale di Tor Tre Teste

Ci sono posti che ti lasciano a bocca aperta due volte: la prima perché non te li aspetti di trovare proprio lì, la seconda perché ti fanno capire che avevi un'idea completamente sbagliata su una categoria gastronomica. Labhalo è proprio uno di quei posti. Siamo a Tor...

Papilla, la pizzeria dell’Appio Latino dove la pizza è a metà strada tra Roma e Napoli

C'è chi fa la pizza romana, chi quella napoletana. E poi c'è chi prende il meglio di tutte e due. È questa l'idea di Papilla, pizzeria aperta nel 2022 all'Appio Latino, che in pochi anni è diventata un punto di riferimento del quartiere. Merito di una proposta curata,...

A Roma apre Fragolandia: la prima fragoleria dove un bacio vale una coppa di fragole

Dimenticate il portafogli. A Roma, almeno per un po', potrebbe bastare un bacio per concedersi un dessert. Venerdì 17 luglio apre infatti Fragolandia, nuovo format interamente dedicato alle fragole, che inaugura il suo primo punto vendita nella Capitale con un'idea...

Dieci libri, dieci luoghi, dieci esperienze da vivere nell’estate 2026

Non solo letture da mettere in valigia: ogni libro ha il suo luogo ideale, un piatto da assaporare e una colonna sonora da ascoltare. Perché leggere significa anche vivere un'atmosfera. Ci sono libri che si divorano in una notte e altri che chiedono di essere...

Ceibo apre a Trastevere: la terza casa romana dell’empanada argentina

L'offerta gastronomica di Trastevere si arricchisce di un nuovo indirizzo dedicato alla cucina argentina. Dopo il successo della sede del Pigneto e del punto vendita al Mercato Centrale di Roma Termini, Ceibo Ristorante Argentino inaugura il suo terzo locale in Via...

Cocta Terrace: a Pietralata l’estate si vive tra cucina creativa, cocktail e moda vintage

Una terrazza nascosta nel cuore di Pietralata dove il cibo incontra la mixology, il vintage e la musica elettronica. Benvenuti da Cocta Risto Social Club.Roma continua a sorprendere anche lontano dai quartieri più battuti. Questa volta la scoperta arriva da...

Cocktails In The City arriva a Roma: tre giorni tra mixology, musica e creatività all’Orto Botanico

Dal cuore di Londra agli spazi verdi e suggestivi dell’Orto Botanico di Roma. Dal 15 al 17 maggio 2026 arriva nella Capitale la prima edizione italiana di Cocktails In The City, il festival internazionale dedicato alla cultura del bere contemporaneo che, dopo il...

Colazioni & brunch a Roma: la guida definitiva per scoprire i migliori indirizzi della Capitale

C’è un momento, a Roma, che più di altri racconta il carattere della città: la colazione. Non più solo un gesto veloce, ma un rituale contemporaneo fatto di estetica, gusto e scoperta. Ed è proprio da questa evoluzione che nasce Colazioni & brunch a Roma (Red...
Elephant: l’isola che non c’era a San Lorenzo

Elephant: l’isola che non c’era a San Lorenzo

Se è vero che nessun uomo è un'isola, forse questo nuovo locale lo è. È così che si presenta Elephant, piccolo ristorante aperto a fine gennaio 2026, che si inserisce nel panorama della ristorazione tra Tiburtino e San Lorenzo come una piccola oasi le cui parole...

leggi tutto
Labhalo Roma: la pokeria artigianale di Tor Tre Teste

Labhalo Roma: la pokeria artigianale di Tor Tre Teste

Ci sono posti che ti lasciano a bocca aperta due volte: la prima perché non te li aspetti di trovare proprio lì, la seconda perché ti fanno capire che avevi un'idea completamente sbagliata su una categoria gastronomica. Labhalo è proprio uno di quei posti. Siamo a Tor...

leggi tutto