Le Terrazze di Calamosca: dove anche Lucifero avrebbe preso un Negroni

Le Terrazze di Calamosca: dove anche Lucifero avrebbe preso un Negroni

Le Terrazze di Calamosca: dove anche Lucifero avrebbe preso un Negroni

C’è un posto a Cagliari che ha tutto quello che serve per diventare un’ossessione estiva (e non solo): la vista che ti lascia muta, la leggenda che fa venire i brividi, il cocktail giusto al momento giusto e un’atmosfera talmente suggestiva che ti verrebbe voglia di piantare lì la tua vita e aprire un chiosco di limonate.

Benvenuti a Le Terrazze di Calamosca, sunset bar con vista sul mare (e che vista!) e cuore pulsante della famiglia Porcu, custodi da generazioni di questo angolo incantato di Sardegna, dove anche il Diavolo – letteralmente – ha lasciato il segno.

Una leggenda con vista

Prima di iniziare a sorseggiare qualcosa con ghiaccio e botaniche, serve un po’ di contesto epico. La leggenda vuole che Lucifero, ammaliato dalla bellezza del Golfo di Cagliari, volesse appropriarsene. Ma l’arcangelo Michele, con la sua squadra di angeli multitasking, lo respinse in uno scontro che avrebbe fatto impallidire qualsiasi Marvel-movie.

Lucifero fu disarcionato in volo, e la sua sella – ops – cadde in mare, pietrificandosi nel promontorio che oggi tutti conoscono come la Sella del Diavolo. Un nome da dark fantasy, per un luogo di luce pura, che si staglia proprio davanti alle Terrazze, come a ricordare ogni giorno che qui la bellezza ha vinto sul resto

Le Terrazze: non il solito locale vista mare

Ora, potremmo limitarci a dire che Le Terrazze di Calamosca sono bellissime. Che si sviluppano su più livelli e al tramonto diventano l’epicentro dell’aperitivo più scenografico della città. Potremmo. Ma sarebbe riduttivo.

Perché qui c’è qualcosa in più. C’è una visione, portata avanti dai fratelli Porcu – Matteo, Alessandra e Massimiliano – che hanno trasformato un luogo di famiglia in un presidio di bellezza, accoglienza e consapevolezza.

Un cocktail? Sì, ma con memoria emotiva

Il vero colpo di scena arriva con i cocktail. Non sono solo buoni. Sono racconti liquidi. Ogni drink ha una storia, un profumo che evoca un’estate, un tramonto, una zia che raccoglieva mirto in campagna. I barman lavorano con spezie, agrumi, botaniche locali, fumo e sale, creando cocktail che sembrano cartoline da bere. Ci sono anche proposte stagionali e signature drink dedicati proprio a Calamosca, dove ogni sorso è un po’ diario di bordo della famiglia Porcu.

L’atmosfera è rilassata ma curata, con arredi minimal che lasciano spazio alla vera protagonista: la vista sul mare. C’è anche un dondolo in ferro battuto che fa capolino su una parete floreale (sì, è il posto perfetto per scattare quella foto), e durante l’estate non mancano eventi, serate a tema e dj set che fanno vibrare le terrazze senza mai snaturarle.



Sostenibilità, senza fare greenwashing

Quello che mi ha colpita davvero è che qui l’attenzione all’ambiente non è uno slogan da menù. È pratica quotidiana. La famiglia Porcu ha dato vita alla Fondazione Calamosca, per promuovere la salvaguardia dell’area, in collaborazione con Legambiente e altre realtà virtuose del territorio.

E poi c’è la battaglia contro lo spreco alimentare: Le Terrazze aderiscono a Too Good To Go, recuperando cibo di qualità non consumato durante eventi e trasformandolo in magic box per chi vuole mangiare bene e con coscienza. Insomma, si può essere fichi, sostenibili e pure buoni da mangiare. Chi l’ha detto che le tre cose si escludono?

Un luogo da vivere (e rivivere)

Le Terrazze di Calamosca non sono solo una destinazione. Sono un rituale. Di lentezza, di bellezza, di cura. Ci vai per un caffè e ti trattieni per un tramonto. Prenoti per un aperitivo e ti ritrovi a parlare di miti greci con un gin tonic in mano.

È il tipo di posto dove ti senti turista anche se sei di casa, e di casa anche se sei in vacanza. La vera magia? Quando te ne vai, hai già voglia di tornarci.

📍 Le Terrazze di Calamosca
Viale Calamosca 50, Cagliari
📞 351 7971172
🌐 terrazzecalamosca.com
🕒 Da giugno a settembre: aperitivo → dopocena

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La Ghirlanda, il Wine Resort nel Sagrantino

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La Ghirlanda

Wine Resort nelle terre del Sagrantino 

 

La Ghirlanda Wine Resort di Saragano torna dopo una chiusura forzata che, fortunatamente non ha intaccato quelle caratteristiche che le hanno permesso  di essere diventata una delle mete più attese per una clientela provenienti da tutto il mondo. Riccardo Pongelli, proprietario della Ghirlanda già premiata come “Migliore Agriturismo di Charme” dichiara soddisfatto “La pandemia, per fortuna, non intacca la bellezza e per la cortesia e l’eleganza ci siamo sempre noi, qui, a garantire un soggiorno indimenticabile ai nostri ospiti grazie anche al fascino straordinario della natura in cui siamo immersi”. Qualche giorno fa ho visitato questo agriturismo e vi assicuro che ho vissuto una bellisisma esperienza.

 

Il Resort

L’agriturismo di charme è divenuto negli anni un fenomeno in crescita fidelizzando una clientela sempre più alla ricerca di oasi di bellezza e di svago lontano dallo stress cittadino e di luoghi troppo affollati e chiassosi. Riccardo Pongelli, continua:E’ indubbio che l’Italia possa offrire luoghi di vacanza straordinari e rari per la bellezza e la natura che li circonda ma è poi a cultura del servizio che li rende unici. Noi abbiamo puntato su “eleganza e cortesia” che sono diventati il nostro must. Il resto lo fa la bellezza di un’architettura originale, le qualità autentiche degli arredi, un ambiente perfettamente conservato dagli inizi del Novecento, che costituiscono un luogo adatto per le famiglie ma anche per le coppie e per chi vuole esplorare la tradizione vitivinicola locale e quella gastronomica”

La Ghirlandina

Tre le novità della nuova stagione Riccardo Pongelli offre alla sua clientela la Ghirlandina, una vinoteca dedicata ai wine-lover, un luogo dove trascorrere momenti di degustazione e apprendimento, tra le vigne e la cantina, proprio dove nasce il vino. Si rinnova anche il programma dei tour nel vigneto e le visite in barricaia accompagnati dal vignaiolo-cantiniere Ivan Vincareti. Nuove anche sono le “Experience” proposte da Guglielmo Pongelli, figlio di Riccardo: programma di gite, visite ed escursioni a piedi o in e-bike tra boschi e torri medievali, alla scoperta del territorio e delle tradizioni territoriali.

 

Saragano

Saragano, si erge su una delle più alte colline del consorzio del Sagrantino, tra i bellissimi borghi di Gualdo Cattaneo e Todi, immersa in duecento ettari di natura rigogliosa. In questo contesto, La Ghirlanda Wine Resort dà il via alla stagione, aprendo le porte di suite e chalet ad avventure campestri, escursioni enogastronomiche, grazie anche alla Chef Amalija. Questo resort, per merito anche del suo originario layout di camere e zone comuni particolarmente funzionale e accogliente, a cui si aggiungono servizi personalizzati, esperienze per vivere in completa sicurezza e relax una vacanza speciale.

Contatti

Agriturismo di Charme Wine Resort

Via del Poggio, 4 – Loc. Saragano

06035 Gualdo Cattaneo (PG) – Italia

Tel. +39 0742 98731

Email: info@laghirlanda.it

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Mosca, una città di ghiaccio che ti spacca il cuore

Mosca, una città di ghiaccio che ti spacca il cuore

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Mosca, una città di ghiaccio che ti spacca il cuore.

 

Grazie al mio lavoro nell’ultimo anno sono riuscita a viaggiare moltissimo. Nel mese più bello dell’anno ovvero a dicembre mi ha portato a Mosca.

L’idea di affrontare questo viaggio in questo periodo mi ha spaventato moltissimo. Il freddo e le temperature polari erano il mio chiodo fisso.

Prima di partire ho riempito la valigia di calze, calzettoni, maglie termiche, giubbotti per la neve, guanti, sciarpe e per finire in bellezza scaldini per mani e piedi di Decathlon (a soli 1,99 Euro). Senza ombra di dubbio la donna più sexy dell’aeroporto. Partiamo e come per magia la temperatura era soltanto a meno 8 e nevicava. Ovviamente la percezione del freddo era davvero minima. Tanto rumore per nulla. Sono partita con un volo Alitalia e dopo tre ore c’era una macchina ad aspettarci. Non affannatevi a vedere mezzi, metro, taxi. Prenotate dall’Italia su FoxTransfer.it la vostra macchina e un’autista con un cartello vi aspetterà all’uscita. Il costo è di soli 42,00 Euro a tratta. Direi ottimo.

Siamo arrivate in tarda sera, la neve e le luci del Natale rendevano tutti estremamente perfetto e magico. 

 

Per il nostro soggiorno abbiamo scelto un Hotel a tre stelle che dista soli 20 minuti a piedi dalla Piazza Rossa. L’Hotel si chiama Eden, possiede poche camere ma sono spaziosissime. Tutte distribuite su un piano, e sono grandi circa 25 mq. In questo periodo il costo della stanza King Superior su Booking.com è di soli 42,00 euro per due persone. Pensate la mattina vi svegliano con un vassoio pieno di bontà così possiamo far colazione in stanza, direttamente sul letto!

Se avete nostalgia delle lucine e degli addobbi natalizi vi consiglio di organizzare un week end a Mosca, fino alla fine di gennaio la città è addobbata a festa. Tra l’altro qui non scherzano, ogni angolo ha un albero di Natale altissimo. Non ho mai visto un clima così bello, sembra di esser a casa di Babbo Natale. E’ davvero il posto perfetto per trascorrere queste feste. La neve, gli addobbi, lo spirito natalizio è ovunque.

In Piazza Rossa viene allestito un mercatino e una pista di pattinaggio grandissima. Abbiamo assistito ad uno spettacolo dello Schiaccianoci eseguito dai campioni olimpionici di pattinaggio artistico. Sapete non sono una persona sentimentale e forse ho visitato pochissime città e conosco poche culture, ma vi assicuro che l’emozione che ho provato appena ho visto la Cattedrale di San Basilio è stata così forte che non sono riuscita a trattenere le lacrime. Nessuna foto che ho scattato potrà farvi comprendere la bellezza di questo luogo.

Archiviamo il momento sentimentale e torniamo alle cose pratiche. Alloggiando vicino alla Piazza Rossa ho avuto modo di raggiungere i maggior punti di interesse senza spostarmi con taxi e metro. Un giretto in metropolitana però ve lo consiglio perché viene considerata come una delle più belle del mondo. Estesa per tutta la città è composta da 132 stazioni, ognuna ha una sua particolarità con monumenti di architettura, sculture e pitture. Ne vale la pena!

  

Dove ho mangiato?

Viaggiare molto spesso per lavoro e trascorrere alcuni giorni in una città che ha abitudini gastronomiche molto diverse dalle nostre non è sempre facile. Per colazione ho assaggiato i pancake tipici, sono più piccoli rispetto a quelli che siamo abituati a mangiare. Sono molto soffici ma si sente forse troppo la panna acida.

  

Non sono un’amante delle zuppe e della carne molto speziata, quindi non avevo molta voglia di sperimentare la cucina Russa. Come per magia davanti al nostro Hotel c’era un Ristorante Italiano “Officina”. Aperto da qualche mese da due soci e amici Pierangelo Carbonara, il manager di origini pugliesi e da Mircko Zago, chef italiano che si è distinto moltissimo in terra russa. Un ristorante davvero bello, accogliente con uno stile industriale e con dei tavoli di un colore azzurro che ho amato tantissimo. Si respira decisamente un’aria di case. Non è il classico ristorante che cerca di adattarsi alla città e alla clientela del luogo. E’ rimasto fedele nei sapori e nelle abitudini, è una piccola Italia in una luogo davvero lontano da noi! L’idea dei sue soci era quella di puntare sulla quantità e qualità del prodotto rimanendo fedele alla tradizione, con qualche piccola rivisitazione dello chef Mircko Zago. In pochissimo tempo questo ristorante ha ricevuto il marchio per l’Ospitalità Italiana 2019 tra i migliori ristoranti nel Mondo.

Morale della favola ho mangiato per cinque giorni a pranzo e a cena nel Ristorante Officina. 

Credo che il Vitello Tonnato con i Capperi di Pantelleria possa qualificarsi come il più buono che abbia mai mangiato! “Questa non è una carbonara” è invece un altro piatto che ha attirato la mia attenzione perché ha un’aggiunta di ‘nduja che per me è sempre un must. Per secondo invece i Medaglioni di Manzo accompagnati con la purea di patate, le verdure e la salsa di Primitivo erano davvero ottimi. Devo aggiungere altro? Costo medio per un antipasto circa 8,00 euro, per un primo e un secondo piatto arriviamo ad un massimo di 11,00 euro ciascuno (questi sono i prezzi convertiti senza tener conto del tasso di cambio).

Questi sono alcuni dei piatti che ho provato.

La nostra Burrata con i pomodori (“nostra” perché hanno aperto un loro caseificio dove producono tutti i prodotti caseari direttamente in Russia)

Vitello Tonnato con i Capperi di Pantelleria

Timballo di Melanzane con la stracciatella

Maccheroni di Gragnano con le melanzane e la scamorza affumicata

Questa non è una Carbonara

Medaglioni di Manzo, purea di patate, verdure e salsa di Primitivo

Quattro chiacchiere con lo chef Mircko Zago.

In una delle mie cene in Officina sono riuscita a parlare con Mircko Zago, lo chef valdostano che da 18 anni vive in Russia. Scelto dal Presidente Dimitri Medvedev per festeggiare i suoi 50 anni è riuscito ad emergere molto in questo Paese. Testimonial della pasta Barilla e giudice nelle due edizioni del famoso programma televisivo Master Chef in Russia, lo chef ha portato l’eccellenza italiana puntando sulla stagionalità e sui piatti classici italiani, rivisitandoli con una piccola chiave moderna. 

E’ stato il primo chef straniero a cucinare al Cremlino per Putin. Ancora ricorda il primo piatto che ha preparato, insalata di avocado, carciofini e parmigiano. Da lì è iniziata una lunga collaborazione che è durata fino a due anni fa. I piatti che venivano preparati durante i banchetti erano italiani ma soprattutto europei. Mircko Zago ha imparato a cucinare anche molti piatti interamente vegetali, sapete in Russia la quaresima è molto seguita e per quaranta giorni si possono mangiare solo verdure senza latticini, carne e pesce. Uno dei piatti vegetali realizzati dallo chef è il suo famoso Brasato, realizzato con una barbabietola, un prodotto tipico della Val d’Aosta, lavorata come se fosse della carne. Cotta nel vino e poi disidratata ha una consistenza molto simile alla carne, infatti chiunque l’abbia assaggiato difficilmente ha trovato la differenza.

Lo chef lavora in altri due ristoranti a Mosca, dove sicuramente propone piatti più tecnici e ricercati ma nella sua “Officina” si respira quell’aria italiana e familiare che scalda il cuore quando sei lontano dal tuo Paese.

 

Vi lascio con l’immagine del Semifreddo di Zago, con Mandorle, Miele di Castagno e gelato al mascarpone.

 

 

Non ho altro da aggiungere se non Grazie, perché parliamoci chiaro, siamo tutti curiosi di conoscere la cucina di altri Paesi ma non c’è niente di meglio di un vero piatto di pasta italiano!
Informazioni utili e Curiosità:
  • Per entrare in Russia dovete chiedere il visto, vi consiglio di far fare tutte le pratiche nel centro Yor a Roma 
  • Piccoli consigli quando passeggiate per le strade, non camminate sotto i cornicioni dei palazzi e grattacieli, pensate ci sono persone che ogni notte liberano dalla neve i tetti. Il rischio è quello di esser colpiti da lastre di ghiaccio.
  • Nessuno parla inglese, armatevi di pazienza, un modo per comunicare si trova sempre.
  • Nella Piazza Rossa c’è il Centro commerciale GUM, il più conosciuto e visitato da turisti di tutto il mondo, dove è possibile acquistare molti prodotti gourmet russi, tra cui il caviale nero. Potete assaggiarlo e vi consiglio di provarlo, è un’esperienza indimenticabile. Aperto tutti i giorni dalle ore 10.00 alle 22.00.
  • Ristorante Officina – aperto ogni giorno dalle 12.00 alle 23.45
  • Una cosa importantissima se decidete di bere alcool mai mettetevi mai alla guida. Non c’è alcuna tolleranza e si rischia l’arresto immediato.
  • Se notate che durante la cena il cameriere non toglie il piatto appena avete terminato di mangiare, tranquilli non vi stanno trascurando, aspettano un Vostro cenno per portare la seconda portata e sparecchiare.
DonnaE una terrazza segreta nel cuore di Roma

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Le avventure della Polpetta per un week end a Ponza

Le avventure della Polpetta per un week end a Ponza

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Le avventure della Polpetta per un week end a Ponza.

L’estate 2018 la ricorderò per molti motivi sia belli che brutti. Visto che siamo nel mio Blog dove si parla solo di cose belle, iniziamo proprio da queste. Come ogni anno nel mio programma vacanze non può mancare un week end nella graziosa, quanto impegnativa Isola di Ponza. Uso la parola impegnativa perché tutto può esser tranne che una località riposante. Come sapete bene non sono una persona allenata, il massimo del mio sollevamento pesi si ferma ad una forchetta.

Ponza rimane sempre nel mio cuore, anche se dopo il mio ultimo viaggio forse farò trascorrere più di un anno prima di tornarci. Ma facciamo un passetto alla volta. Partenza dal Porto di Anzio ore 15.00. Traghetto lento, pasticche per la nausea, sì per non farci mancare nulla soffro anche il mal di mare, si parte. Una volta sbarcati, solo un’ora e venti di navigazione, vieni catapultata in questa isola con le casette tutte concentrate nella zona del porto e sviluppate in altezza come una tela colorata.

Ci dirigiamo verso l’ufficio dell’agenzia immobiliare che ci ha prenotato la stanza Giancos 68, a soli 140,00 Euro per due notti. L’agenzia si chiama Turistcasa in Via Roma, proprio accanto al Porto, non la cito per pubblicità ma perché ci siamo sempre trovate bene. Due anni fa grazie a loro abbiamo soggiornato in un B&B bellissimo, si chiama il Gabbiano, a metà strada tra la zona porto e le Forna, le stanze affacciano tutte sull’Isola di Palmarola regalano i tramonti più belli che abbia mai visto.

Se vogliamo parlare di panorama anche questa volta siamo state fortunate, certo devi salire 140 gradini (giuro li ho contati tutti), aggiungo irregolari, ma una volta arrivata la vista è davvero mozzafiato.

La stanza era molto grande, dotata di frigorifero piccolo, qualche posata e bicchiere. Abbiamo noleggiato la biancheria al costo di 10,00 Euro a persona e mi raccomando ricordatevi il necessario per l’igiene della persona, nulla è in dotazione.

        

Dopo aver scattato mille foto non potevo di certo rimanere a casa, via di corsa per un aperitivo al tramonto e poi una cenetta. Questa volta non avevo molto tempo, dovevo concentrare tutto il più possibile. Purtroppo il tempo non prometteva nulla di buono ma non ci siamo perse d’animo. L’aperitivo a Ponza è rigorosamente da Baretto99, nella piazzetta di Chiaia di Luna con vista su Palmarola, proprio ai piedi del bellissimo Hotel Chiaia di Luna, ma in veste meno formale. Guardate che spettacolo la vista da qui.

     

Il Baretto99 è molto carino, fanno degli ottimi Spritz e il personale è gentilissimo.

Per la cena abbiamo scelto la Trattoria Monte Guardia, a quanto pare è uno dei pochi ristoranti che cucina la pasta con la granseola ovvero con la polpa di granchio. Terrazza mozzafiato con vista sul porto, anche qui mi raccomando armatevi di pazienza e di scarpe comode, perché a Ponza più sali più son dolori. Ma torniamo alla cena, antipasto con sfizi di mare, in cui non poteva mancare il tonno prodotto direttamente nell’isola, spaghetti con granseola ed infine frittura mista e … ovviamente il dolce.

Costo totale a persona con il vino della casa Euro 40,00

  

Dopo cena piccolo giro nel borgo. La passeggiata nei vicoli bianchi con vista sul porto è irrinunciabile.

 

Il mattino seguente ci siamo svegliate dopo una nottata di pioggia e temporale. Dovevamo rinunciare al giro in barca, anche perché il mare era agitato e il mio stomaco era terrorizzato solo all’idea. Ma come si fa a trascorrere un’ intera giornata nella spiaggia del Frontone senza sole? Abbiamo ceduto ad una piccola escursione. Un tour organizzato da “Ciccio Nero”, al costo non economico di 20,00 euro a persona, però  devo dire che è stato molto bello nonostante il tempo, avevamo una barca in legno tutta per noi con una guida che ci illustrava ogni dettaglio di quella parte di isola che siamo riuscite a vedere.

Dopo la giornata al mare in completo relax e il solito aperitivo al Baretto99, siamo state a cena A casa di Assunta. Letteralmente nella sua casa. Abbiamo camminata per 20 minuti su una strada alternata da scalini e salite, vi consiglio con il cuore di prendere un mezzo per arrivare. Arriviamo più morte che vive e ci accomodiamo nella terrazza. Appena ti siedi la vedi subito, seduta nella sua cucina che scruta tutti noi. E’ Assunta, la proprietaria di casa. Da lontano sembra una persona seria ed austera che a fine serata riscuote i soldi dai commensali, ma una volta che entri in punta di piedi, quasi a non disturbare, scopri una persona molto simpatica e cordiale. Assunta ci spiega che il suo menù è improntato sulla tradizione e sul territorio, non ama inserire molti piatti poiché il menù è composto da materie prime fresche e pescate nell’Isola. Sua madre era una contadina e suo padre l’inventore della tecnica del piombo guardiano, le hanno insegnato l’amore e la passione per la cucina e ogni giorno la sua casa rivive la sua storia. Ora veniamo alla mia cena.

Insalata catalana con seppie e patate bollite, pomodorini e olive nere di Gaeta.

Euro 10,00

La scarola marinata e accompagnata tradizionale scarola marinata con bignè ripieno di mousse di pesce

Euro 10,00

Il Raviolo ripieno di cernia saltata al pesto di pistacchi e ricotta di bufala 

Euro 15,00

I piatto da me scelti erano ottimi, le materie prime di grande qualità. Come vedete i costi sono contenuti, certo le porzioni non sono molto abbondanti soprattutto degli antipasti, ma in questo modo abbiamo la possibilità di assaggiarne più di uno. Grazie Assunta per la bellissima serata.

Il mio breve week end volge al termine, domenica dopo una lunga colazione nel nostro balconcino con vista paradiso, alle ore 12.00 prendiamo il traghetto per Anzio. Il viaggio è stato movimentato, turbolento e devastante ma quella è un’altra storia che sarà meglio tenga solo per me!! Vi lascio alcuni informazioni sui posticini da me citati.

   

INFORMAZIONI UTILI 

Immobiliare Turistcasa, Via Roma, 2 – Isola di Ponza | tel. 0771 809886

Trattoria Monte Guardia, Via Scotti di Basso, 1 – Isola di Ponza | tel. 0771 80247

Escursioni Ciccio Nero, direttamente nel Porto di Ponza

A casa di Assunta, Via Giancos 1 – Isola di Ponza | tel 0771 820086

 

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Hotel Luxor Veg

è la prova che anche in vacanza si può mangiar e bere in modo  sano

Qualche mese fa ho incontrato Barbara Bianchi per un bellissima intervista. Lei è una chef straordinaria e insieme alla sua famiglia gestiscono da sessant’ anni un Hotel, il Luxor a Bellaria – Igea Marina (RN), il primo Vegan Hotel in Italia. Sapete non sono vegana, la mia alimentazione è varia e mangio qualunque cosa. Ma spesso per disintossicarmi dalle proteine animali, e oggi saremmo sciocchi a non pensare che sia giusto farlo periodicamente, sono affascinata da questa cucina. E’ difficile trovare una chef brava che riesca a cucinare così bene tofu e seitan da farmi leccare i baffi. Io l’ho finalmente trovata. Dopo questa intervista e dopo aver capito la sua filosofia, ovvero che il cibo è la cura per il nostro benessere, non ho resistito e sono andata a trovarla nel suo bellissimo Hotel.

                   

L’Hotel è ad Igea Marina, un luogo dove il tempo sembra non passare mai. E’ una di quelle località che rappresentano porti sicuri. Questa è stata la mia impressione. E’ vero il mare non è bello ma nella tradizione italiana è il luogo ideale per famiglie, per nonni con i nipoti e per giovani in cerca di divertimento. Le spiagge sono super attrezzate, i servizi eccellenti, gli hotel sono uno accanto all’altro. Mi piace pensarlo come un luogo dove manderei mia mamma con i miei nipotini.

La struttura, recentemente rinnovata, ha diverse camere tutte molto luminose. Io ho soggiornato nella suite familiare. Posizionata all’ultimo piano aveva una vista meravigliosa. Un terrazzo comune con la vista sul mare è il posto ideale per trascorrere momenti di assoluto relax. Confesso, mi sono svegliata alle 5.30 del mattino solo per vedere l’alba, ma come facevo a perderla?

         

Durante il mio soggiorno ho incontrato Barbara e ne ho approfittato per farle alcune domande.

Sul vostro sito c’è una frase che mi piace molto: la colazione è il primo sorriso della giornata. E proprio dalla colazione, interamente fatta in casa e naturale, inizia il nostro viaggio gastronomico nella vostra cucina. Puoi parlarmi di come siete arrivati ad esser il primo Vegan Hotel? “Abbiamo iniziato questo discorso da un punto di vista prettamente commerciale, sul web si parlava di noi per la cucina vegetariana, quindi c’è sempre stata una predisposizione naturale verso il cibo del territorio, della campagna e siamo sempre stati dei grandi consumatori di verdure e legumi. L’attenzione per queste materie prime l’abbiamo sempre avuta, poi abbiamo cavalcato l’onda quando sono iniziate ad arrivare le richieste di cibo vegano e io mi sono specializzata in questo. Le prime persone che esponevano queste richieste erano persone che avevano soprattutto problemi di salute, quindi sono andata ad approfondire argomenti che non mi erano chiari fin da subito. Ho iniziato a proporre cibi vegani, mantenendo un equilibrio, ovvero senza tralasciare i cereali, le verdure, gli estratti e tutti ingredienti che non avevo mai inserito nel mio menù. Con il tempo anche io sono diventata vegana e l’ho fatto durante la stagione estiva, nel periodo di maggior sforzo lavorativo e ho notato un aumento di energia. Oggi il mio obiettivo primario è crear una cucina più sana possibile.”

         

Sia per il pranzo che per la cena avete scelto la formula buffet, come mai questa scelta?  “La scelta del buffet sia a pranzo che a cena è sicuramente la scelta più facile. Alcuni piatti sono difficili da descrivere in un menù, invece vedendoli stuzzicano molto l’appetito. Creiamo un effetto sorpresa, gli ospiti arrivano ogni giorno al buffet e non sanno cosa ci sarà. Inoltre utilizzo materie prime a chilometro zero, non posso decidere cosa inserire nel menù, tutto dipende dalla natura e da quello che viene raccolto nella campagna. Per i clienti onnivori è sicuramente un’opportunità in più perché ha sempre una parte di carne, pesce o formaggi e una serie di sapori nuovi molto apprezzati. Una fascia della nostra clientela ogni anno sceglie il nostro Hotel, sono famiglie che continuano ad apprezzare la nostra evoluzione e accettano le nostre proposte, ciò significa che non ci siamo discostati molto dalle nostre tradizioni.

        

Queste le foto del mio pranzo, la scelta degli ingredienti è di origine vegetale, sono a chilometro zero, semplici e veri. L’ho provato di persona e vi assicuro che ho mangiato con gusto e curiosità. Barbara è un ottima chef, solo lei poteva farmi mangiare vegano!! Il tofu più buono del mondo, con i pomodori pendolino della campagna colti la mattina stessa, basilico fresco, olive taggiasche ed ecco un mix di sapori che ha fatto la differenza.

La mia intervista continua e le ho chiesto una piccola curiosità: qual è il tuo ingrediente segreto? “Il mio ingrediente segreto è la continua ricerca, l’esperienza e la capacità di inventiva nell’utilizzare le materie prime in modo sano ed equilibrato. Un altro piccolo segreto che rappresenta il tocco finale è l”utilizzo nella mia cucina e nella mia vita quotidiana dell’acqua Kangen, un’acqua alcalina ionizzata. Le sue proprietà sono fortemente antiossidanti, idratanti e disintossicanti. Da circa un anno ho iniziato ad utilizzarla ed oggi non riesco a farne a meno. Nel nostro Hotel gli ospiti possono scegliere se bere l’acqua in bottiglia classica o quella Kangen. I benefici in cucina sono molteplici. Il riso e i cereali acquistano sapori davvero autentici grazie al suo potere estrattivo. Utilizzando  molti legumi secchi se prima impiegavo 10 ore per renderli morbidi, ora grazie a quest’acqua in 4 ore sono pronti. Le materie prime che utilizzo sono biologiche, a volte possono esser un pochino provate dal sole, ma quando vengono lavate con l’acqua Kangen si idratano e riprendono vigore.”

Gli ospiti dell’Hotel hanno sempre a disposizione acque aromatizzate Kangen. Ho chiesto a Barbara una piccola ricetta per noi: Acqua Kangen (naturalmente possiamo utilizzare qualunque acqua), cetriolo, menta, zenzero e limone. Solitamente ci vogliono molte ore per prepararle ma grazie alle proprietà estrattive di quest’acqua alcalina il tempo si riduce notevolmente.

          

Ho provato quest’acqua, l’ho trovata leggera, dissetante e in due giorni che sono stata in questo hotel mi sono disintossicata.
Grazie a Barbara e alla sua cucina ho capito che possiamo e dobbiamo mangiar e bere in modo sano.
 Leggete anche la mia intervista: Barbara Bianchi e la sua cura con il cibo.

 

INFORMAZIONI UTILI:

Hotel Luxor Veg,  Via Silio Italico, 3 – 47814 Igea Marina (RN)

Tel. 0541.330406 info@hluxor.it

 

 

DonnaE una terrazza segreta nel cuore di Roma

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Torre Sant’Antonio a Tivoli un salto nel tempo e nello charme

Torre Sant’Antonio a Tivoli un salto nel tempo e nello charme

Torre Sant’Antonio a Tivoli

un salto nel tempo e nello charme.

Immagina di dormire in un Trullo ad Alberobello, in una casa in pietra a Matera o in una Torre medievale a Tivoli.

Esattamente questo è lo scopo di una giovanissima e bellissima coppia di architetti, farci vivere nella storia riportandoci indietro nel tempo, esattamente nel 1300 nella città di Tivoli. Alessandra e Marco, titolari dello studio AMV Architects, hanno acquistato una casa -torre molto antica, hanno progettato e ristrutturato con cura ogni angolo di questo posto magico. La struttura esternamente ci fa toccare con mano la storia di una città che può vantare di aver ai suoi piedi Roma. Si perché basta salire a pochi chilometri dalla grande metropoli per vivere uno dei tramonti più belli del mondo. Quando arriva la sera, il sole scende, il cielo si tinge di rosso e illumina Roma lasciandoti senza fiato.

                    

Al suo interno la Torre offre nei piani superiori due suite indipendenti la “Gregoriana“, molto lussuosa dai toni caldi, e la “Cossinia” più piccola e molto luminosa. Gli arredamenti sono minuziosamente curati. Il tocco di un architetto esperto è palpabile e la prima cosa che riesci a cogliere è il connubio perfetto tra antico e moderno. I mobili che provengono da un antico monastero sono bellissimi, il salottino della mia stanza era caldo, accogliente e rappresentava il vero protagonista di tutta la suite.

Gli arredi antichi si mescolano con la modernità e la ricerca del design, soprattutto nel bagno, dotato di ogni confort con una linea funzionale e innovativa.

                        

Ogni ospite accanto al proprio comodino ha una presa Usb per caricare direttamente i propri dispositivi. Le piccole coccole non finiscono qui, devono ancora iniziare. Al momento della prenotazione viene rilasciato un codice di ingresso per il self check – in, nessuna attesa, nessuna prenotazione dell’orario di arrivo, siamo liberi di accedere nella nostra suite e fare la registrazione in seguito.

                  

Veniamo accolti da ogni confort possibile, un kit di cortesia, una macchina Nespresso con due cialde in regalo, bottigliette di acqua e soprattutto un barattolo di miele biologico. Ti giri intorno e vedi libri su questa bellissima città, in cui ogni angolo ha qualcosa da raccontare. Nulla viene lasciato al caso. Non sappiamo dove mangiare oppure non abbiamo idea dei punti di interesse più importanti? Niente paura, un survival kit ci aspetta, un breve cenno sulla storia di Tivoli, sui luoghi che non possiamo assolutamente non visitare e, cosa fondamentale, un elenco di ristoranti e pizzerie dove poter mangiare. Una coccola molto apprezzata. E ancor più il loro suggerimento per la nostra cena nel Ristorante la Sibilla. Mangiare a bocca aperta? Si può.

Il Ristorante, nato nel 1720, è posizionato nel sito archeologico di Villa Gregoriana, e questo lo rende il più antico del mondo. Abbiamo avuto la fortuna di mangiare nel giardino che si trova ai piedi del Tempio romano di Vesta. Una scoperta stupenda, un luogo così suggestivo non l’ho mai visto nella mia vita. Il menù propone piatti sia di carne che di pesce, i prezzi sono bassi rispetto alla qualità, ci si aspetta un costo sicuramente più elevato. Una cena perfetta da ogni punto di vista.

              

I consigli non sono finiti, nel kit di sopravvivenza troviamo una mappa dove viene indicato il luogo dove poter consumare la nostra colazione. La mappa indica un laboratorio di Tiramisù, poco distante dalla Torre, gestito da due ragazze, ILovIt, Tivoli al contrario. Hanno scelto questo bar tra molti altri per la genuinità e la freschezza delle materie prime. La mattina ti alzi, prendi un caffè, fai due passi e raggiungi il Bar. Tutto a portata di mano, senza traffico, senza corse e ansie per arrivare a lavoro.

         

Volevo allontanarmi dalla città per ritrovare un pò me stessa, per vivere quei luoghi in cui le persone passeggiano e si riconoscono e alla fine ho trovato delle persone meravigliose, che mi hanno accolto, fatto vivere una notte in una stanza bellissima, confortevole, romantica, in una delle città più antiche del mondo.

     

INFORMAZIONI UTILI

Torre Sant’ Antonio Tivoli Vicolo Sant’Antonio 35 – 00019 Tivoli (RM) Tel. 347.8037983

Ristorante Sibilla, Via della Sibilla, 50 – 00019 Tivoli (RM) Tel. 0774.335281 Aperto tutti i giorni a pranzo e a cena tranne il lunedì

Ilovit Vicolo dei Palatini, Tivoli

 

 

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